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scandiano, CRISTINA MARCHESI 

«Il pronto soccorso riaprirà tra fine febbraio e inizio marzo»

Adriano Arati
«Il pronto soccorso riaprirà tra fine febbraio e inizio marzo»

L’annuncio della direttrice generale dell’Ausl durante la “Commissione salute” Inizialmente il servizio sarà attivo nelle 12 ore diurne, poi verrà esteso alla notte

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Adriano Arati

SCANDIANO. «Il pronto soccorso dell’ospedale di Scandiano riaprirà fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo».

L’annuncio arriva dalla direzione dell’Ausl provinciale, intervenuta durante la “Commissione consiliare salute” del Comune di Scandiano convocata per parlare del futuro dell’ospedale Magati e in particolare del pronto soccorso. La direttrice generale dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi, ha offerto una lunga e dettagliata analisi sullo stato della sanità pubblica nel distretto ceramico, parlando della riorganizzazione già avviata prima dell’emergenza Covid e ora ripresa, replicando ad alcuni degli interventi del consigliere di opposizione Angelo Santoro. Per il punto di primo intervento, la certezza è che la riapertura iniziale sarà di dodici ore diurne, in attesa di tornare alla piena operatività. Nel prosieguo, la consigliera comunale dei 5 Stelle Patrizia Maselli ha fatto domande proprio sul pronto soccorso e sull’impiego delle auto mediche e delle auto infermieristiche. «Il cantiere per la riapertura del pronto soccorso terminerà entro la fine dell’anno, più o meno, poi saranno necessari i vari collaudi. Prevediamo di aprire nel giro di due mesi da quel momento, quindi fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo», ha precisato il direttore del presidio ospedaliero provinciale Giorgio Mazzi. Il discorso sulle autoinfermieristiche e sulle automediche è stato affrontato direttamente dalla Marchesi, che ha ricordato il forte investimento sulle autoinfermieristiche e ribadito come la qualità degli interventi sia sempre garantita. Il Pal (Piano attuativo locale) impostato nel 2019 prevedeva un assetto con «sei auto infermieristiche 24 ore su 24, quattro automediche nelle ore diurne e quattro auto mediche notturne. La riorganizzazione si è fermata, e siamo con il precedente assetto, con sei automediche di giorno, cinque automediche di notte e sei autoinfermieristiche notturne. È chiaro che quando riapriranno i pronto soccorso il personale e le risorse serviranno anche per quell’aspetto e si dovrà rivalutare tutto». Una frase che lascia aperto a riflessioni sulla riorganizzazione provinciale di questo servizio di enorme utilità. Il tema delle risorse è stato ribadito in più momenti. «Le forze per fare di più adesso non ci sono, questo è il momento più difficile per la nostra sanità dal marzo 2020. Mancano i medici, prima di tutto. Il problema non è certo solo di Reggio, è così a livello nazionale, riguarda tante specializzazioni e in particolare il pronto soccorso». Nel corso del dibattito sono poi intervenuti la consigliera del Gruppo Misto Chiara Ferrari e lo stesso Santoro, che ha ribadito come a suo dire questo momento informativo sarebbe dovuto arrivare prima. E annunciato che altri Comuni, a partire da Casalgrande, faranno richiesta di un momento pubblico con l’Ausl. A tirare le fila, in chiusura, il sindaco Matteo Nasciuti, con un appello a proseguire in maniera collettiva sul tema.

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