L’impianto di videosorveglianza non va «Lassismo, il sindaco si deve dimettere»
L’ex consigliere Luca Bertolini attacca il primo cittadino. Costi replica: «Alle provocazioni non rispondo. L’auspicio è che si faccia chiarezza al più presto»
CASINA. Nessun aiuto verrà ai carabinieri dalle telecamere di videosorveglianza del Comune. Quella tragica sera del 26 ottobre, infatti, quando il 118 è stato chiamato a soccorrere il 46enne William Fornaciari, trovato a terra con la testa sanguinante, l’impianto non era in funzione. E ora quella morte, avvenuta in tragiche circostanze, rischia di alimentare polemiche politiche.
A intervenire è un amico d’infanzia di Fornaciari, Luca Bertolini, ex consigliere comunale della giunta Fornili. «Sono quello che per primo è andato dai carabinieri a chiedere se non fosse stato possibile un omicidio anziché una caduta accidentale, e ora sono a chiedere chi è il responsabile del funzionamento delle telecamere pubbliche di videosorveglianza – dice Bertolini –. Qualora dovessero essere riscontrate irregolarità da parte dell’ente gestore (il Comune) nella gestione dell’impianto, bisognerebbe quantomeno sanzionare l’addetto preposto a tale attività e avere prontamente le dimissioni del sindaco e della giunta al completo. È vergognoso che dopo aver speso migliaia di euro per un impianto di sicurezza non si arrivi a una limpida verità per lassismo o negligenza di ogni genere».
Alla polemica, il sindaco Stefano Costi però non ha alcuna intenzione di rispondere. «Del fatto che ci sia un’indagine in corso su quanto successo sono venuto a conoscenza dai giornali – afferma il primo cittadino, recentemente riconfermato per il secondo mandato –. Se le cose stanno così, il mio auspicio è che venga fatta chiarezza al più presto. Su quanto accaduto per ora so solo che ci sono delle chiacchiere di paese, ma non è certo su questo che ci si deve basare». Per quanto riguarda le telecamere, pare che il mancato funzionamento sia solo momentaneo e dovuto a un intervento in corso di aggiornamento. L’impianto, infatti, è stato recentemente implementato per dotarlo dei più moderni sistemi di riconoscimento delle targhe. La mancanza di immagini certo rende ancora più difficile ricostruire con esattezza quanto accaduto. Cosa che comunque gli inquirenti sono determinati a fare.
M.F.
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