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L’intervista 

«Pandemia ridotta però vaccinare costa Quest’anno spesi per il Covid 69 milioni»

Enrico Lorenzo Tidona

Fornaciari dell’Ausl: «Perdita anche nel 2021 ma ci sono le risorse per ripianarla. Solo sull’hub alle Fiere spesi 2 milioni»

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Enrico Lorenzo Tidona

REGGIO EMILIA. Nel 2020 i conti dell’Ausl di Reggio Emilia sono stati zavorrati da una spesa inattesa: quella dell’emergenza Covid. Un imprevisto colossale affrontato spendendo 70 milioni di euro. Nel 2021, nonostante il calo dei contagi, la spesa per l’emergenza è rimasta praticamente invariata a 69 milioni di euro. «La differenza è che quest’anno abbiamo sì avuto un impatto minore della pandemia – dice Davide Fornaciari, direttore amministrativo dell’Ausl di Reggio – ma nel 2020 non c’era la campagna vaccinale. Ci si poteva aspettare un minor costo ma le cure per il Covid non sono poi calate. Solo per il centro vaccinale alle Fiere abbiamo speso 2 milioni, con costi per il personale che abbiamo dovuto assumere, sia flessibile come co.co.co sia impegnando personale dipendente a tempo determinato e indeterminato. Quindi i bilanci dei due anni si sono praticamente equiparati». Fuoriuscite di denaro ingenti che portano a una perdita di bilancio anche alla fine di quest’anno, come nel 2020, quando si attestò a 35 milioni di euro. «La perdita dell’anno passato poi è stata pareggiata e ci attendiamo una perdita anche a fine 2021 che sarà comunque ripianata».

Qui, però, una differenza tra le due annualità c’è. Vale a dire le minori risorse. All’appello mancano infatti 19 milioni di euro dall’Europa. «Le risorse in realtà sono meno - aggiunge Fornaciari -. Abbiamo da un lato l’incremento del fondo sanitario nazionale mentre le risorse dai fondi europei straordinari non ci sono più nel 2021. Si tratta dei soldi che ci avevano permesso di chiudere bene il 2020 con un pareggio del bilancio di previsione: avevamo quella perdita ma poi siamo riusciti a raddrizzare la barca. Lo stesso schema che si ripresenterà quest’anno ma con aspettativa di raggiungere il pareggio in maniera un po’ diversa». Lo schema di bilancio dell’anno scorso sarà ripercorso quasi pedissequamente ma a puntellare il tutto sarà anche la Regione. «Da Bologna hanno previsto infatti risorse straordinarie per aiutare le Ausl del territorio – sottolinea Fornaciari –. Oltre all’assenza dei finanziamenti europei, sono stati poi limati anche quelli per l’emergenza che derivavano dalla struttura commissariale. Quest’anno ce li abbiamo ancora ma in misura minore».

Ora Fornaciari e il suo ufficio devono ultimare il bilancio di previsione del 2021, che sarà chiuso il 15 novembre, slittato di sei mesi proprio come nel 2020. «Il Covid ha fatto saltare tutti i tempi e dalla primavera siamo arrivati all’autunno perché solo ora abbiamo avuto contezza delle risorse grazie a questa delibera». Si tratta del via libera in commissione Politiche per la salute del documento della Giunta regionale che assegna alla sanità emiliano-romagnola 9 miliardi di euro.

Lo stesso assessore alla Sanità, Raffaele Donini, in commissione ha riconosciuto che «la situazione attuale e futura rispetto al Servizio sanitario regionale si appresta a convivere con questa fase della pandemia che lo ha investito nel 2020, ma anche nel 2021. Perché alla lotta contro il Covid, si aggiungono il recupero delle prestazioni e le vaccinazioni».

Tre i fronti regionali individuati dal titolare della Salute: contrasto alla pandemia («prima del Covid avevamo 500 posti di terapia intensiva, oggi sono 1.000»), potenziamento della sanità territoriale e ospedaliera («insistere su specializzandi e borse di specializzazione, e far sì che sia più attrattiva la professione nel pronto soccorso») e riorganizzazione «del sistema per intercettare la domanda di salute che il cittadino esprime impropriamente recandosi al pronto soccorso».

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