La morte di Walter Fornaciari scuote il paese
I carabinieri raccolgono testimonianze sul minorenne che lo avrebbe spinto, in compagnia di altri ragazzi dai 14 ai 17 anni
Casina. Sono giorni di grande sconcerto a Casina per quello che è accaduto a Walter Fornaciari, morto all’ospedale Maggiore di Parma per le conseguenze di una caduta, che si ipotizza sia stata provocata da un minorenne. I carabinieri del paese hanno raccolto alcune testimonianze e visionato dei filmati, che li hanno condotti a denunciare un ragazzo alla competente Procura di Bologna per il reato di omicidio preterintenzionale.
Il minorenne è assistito da un legale e al momento non risulta che ci siano altre persone indagate.
Fornaciari lascia due fratelli, uno dei quali residente in paese, e il padre. Fino alla giornata di ieri, i funerali non erano ancora stati ancora fissati. La magistratura deve decidere se far eseguire l’autopsia. Fornaciari sarebbe stato spinto a terra, per ragioni che al momento sono ignote. Il presunto autore del gesto era in compagnia di altri ragazzi, tra i 14 e i 17 anni. La dinamica dell’accaduto, così come le ragioni alla base della spinta (lite o “bravata”?) sono al centro degli accertamenti che i carabinieri stanno conducendo con discrezione. Il fatto che un ragazzo del paese sia accusato di un reato così grave rende la vicenda estremamente delicata e non si registrano molte prese di posizione sulla vicenda.
Fornaciari poteva aver avuto qualche dissidio in paese, ma non risulta essere stato una persona violenta. Era conosciuto da tutti e frequentava spesso i bar di Casina.
Il 47enne era stato trovato privo di sensi la sera del 26 ottobre in via Roma, vicino alla fontanella, dove in questi giorni sono stati deposti dei fiori. Potrebbe avere battuto la testa proprio contro la base della fontana. Al Maggiore di Parma è emerso un grave trauma cranico e sabato 6 novembre, dopo alcuni giorni di rianimazione, l’uomo si è spento.
Il primo a soccorrerlo era stato un amico di infanzia. Luca Bertolini, ex consigliere comunale della giunta Fornili, che ha raccontato: «Sono quello che per primo è andato dai carabinieri a chiedere se non fosse stato possibile un omicidio anziché una caduta accidentale». I militari hanno rapidamente trovato alcuni testimoni della vicenda e le indagini hanno così preso una direzione molto precisa. Già prima del decesso si stava indagando per lesioni gravissime.
J. D. P.
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