Silvetti è arrivato in vetta ma la missione non è finita Ora farà l’insegnante
L’alpinista e prof ha scalato l’Ama Dablam, in Nepal. Adesso si occuperà di formazione informatica in una scuola della zona
Castelnovo Monti. È arrivato sulla vetta anche stavolta. L’insegnante, alpinista e trekker castelnovese Fabrizio Silvetti ha raggiunto la cima dell’Ama Dablam, a quota 6.812 metri. La montagna si trova nella valle del Khumbu Himal, nella regione dove si trova anche l’Everest. Definita per la sua forma slanciata il Cervino dell’Himalaya, la sua scalata presenta notevoli difficoltà, ma ieri Silvetti è riuscito a compierla.
Lo ha annunciato anche sulla sua pagina Facebook: «Se io fossi uno di quegli alpinisti americani, con il volto ricoperto dalla crema protettiva e dal tono di voce sempre troppo alto, direi: “I did it!”. Ma non lo sono. Voglio allora sussurrare all’orecchio del mio bimbo: “Amore, il papà è arrivato sulla punta della montagna”».
Silvetti, già più volte in vetta a cime oltre quota 8.000 sulla catena dell’Himalaya, ha una grande esperienza: ha scalato lo Shisha Pangma, nel 2013; il Gasherbrum 2, assieme a Samuele Sentieri, nel 2011, e il Manaslu nel 2017.
L’ultimo obiettivo dell’alpinista era, appunto, l’Ama Dablam: una vetta di 6.812 metri che si trova in Nepal, nella valle del Khumbu Himal.
La montagna domina la valle del Dudh Kosi (“fiume di latte”) che porta verso i campi base del Lhotse, Everest ed altri picchi del Mahalangur Himal.
Oltre alla salita dell’Ama Dablam, il viaggio di Fabrizio Silvetti ha portato una importante donazione alla Khumjung High School, unica scuola superiore della valle dell’Everest, fondata da sir Edmund Hillary. L’insegnante infatti ha consegnato dispositivi elettronici programmabili (notebook, microcomputer e microcontrollori) e nel corso della sua permanenza di due settimane nella scuola svolgerà un corso di programmazione informatica per docenti e ragazzi: una occasione di formazione davvero importante.
Il progetto di Silvetti ha coinvolto tante realtà del territorio appenninico reggiano, in particolare aziende che hanno messo a disposizione il materiale tecnologico da portare alla scuola superiore della valle dell’Everest e che supportano l’iniziativa con il loro contributo.
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