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Manfredini punta il dito sull’ufficio tecnico «Pratiche ferme da mesi»

M.P.

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LUZZARA. Andrea Manfredini – tornato in consiglio comunale nella lista “Per Luzzara”al posto della dimissionaria Francesca Boni – è intervenuto durante la presentazione dell’interrogazione relativa alla mancanza di personale presentata dal collega di lista Alberto Ferroni. Il suo è stato un intervento piuttosto duro e polemico che ha determinato la reazione del sindaco Elisabetta Sottili.

«L’Ufficio tecnico di Luzzara è in affanno – ha detto Manfredini –. Non si riesce ad avere risposte in tempi accettabili e abbiamo pratiche ferme da mesi. Ad oggi mancano tre tecnici: edilizia privata, pubblica e ambiente e altri tecnici a ore ridotte causa legge ex 110. A Luzzara siamo fermi dagli interventi più semplici come risistemare i catarifrangenti sull’argine al piano estrattivo. E dico semplicemente quello che tutti sanno, ma che nessuno ha il coraggio di dire e soprattutto che l’amministrazione comunale attuale non vuole che si dica».

Immediata la risposta della sindaca: «Dispiace constatare la mancanza di rispetto del ruolo del consiglio comunale, come sede in cui si discutono le cose che riguardano la comunità. Nonostante la spiegazione dettagliata, supportata da numeri e fatti concreti, data nel Consiglio del 3 novembre, la minoranza preferisce, e non è la prima volta, riferire notizie parziali, imprecise o inesatte, raccontare solo di aspetti negativi, celando quelli positivi, presentare situazioni consolidate come se fossero recenti, ignorare le risposte avute». «È una mancanza di rispetto – ha continuato la Sottili – anche nei confronti di quei dipendenti che stanno facendo tanto per il lavoro ordinario, che forse si conosce poco, ma non si può dare per scontato, per onorare le scadenze e gli adempimenti di legge, per rispondere alle emergenze che hanno portato avanti progetti, cantieri, vinto bandi, esaudito molte più pratiche e accessi atti degli ultimi due anni. Ci sono diversi tipi di pratiche e richieste di cittadini che hanno lo stesso diritto e non possono essere accantonati o scavalcati nelle liste». «Molte richieste sono state soddisfatte: al 31 ottobre avevamo già 443 richieste contro le 360 dell’anno 2020 e le 410 dell’anno 2019, in attesa sono meno di una trentina. Non riferire quindi di chi ha avuto le risposte, i documenti, il supporto tecnico anche oltre misura per risolvere errori o mancanze non certo dell’ente comunale, potendo eseguite le proprie attività ed ottenere i propri finanziamenti in tempo utile, mi sembra scorretto e irriguardoso».

M.P.

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