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Musicoterpia e cure palliative Oggi arriva Cheryl Dileo

Musicoterpia e cure palliative Oggi arriva Cheryl Dileo

L’evento formativo si svolge all’Hospice Madonna dell’Uliveto  nell’ambito del programma per il ventennale

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Albinea. Nell’ambito del programma per il ventennale e con il patrocinio dell’Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia – AIM, la Casa Madonna dell’Uliveto promuove un evento formativo sul valore della musicoterapia nelle cure palliative con la speciale partecipazione di Cheryl Dileo, distinguished professor of music therapy emerita Temple University USA, una delle voci più autorevoli a livello internazionale.

All’incontro interverranno anche il dottor Filippo Giordano, musicoterapeuta certificato operante nell’ambito delle Cure Palliative Pediatriche e alcuni professionisti dell’équipe dell’Hospice, tra cui Mariagrazia Baroni, musicoterapeuta certificata e presidente AIM (Associazione Italiana Professionisti della Musicoterapia).

Rivolto a musicoterapeuti, professionisti in ambito sanitario, sociale ed educativo, l’appuntamento è per oggi dalle 15 alle 17.30 e domani e dalle 9.30 alle 12.30.

«La Casa Madonna dell’Uliveto” – sottolinea la presidente, Annamaria Marzi – da 18 anni propone la musicoterapia alle persone assistite, ritenendola parte integrante del prendersi cura dei loro bisogni non solo fisici ma anche socio-relazionali, psico-emotivi, spirituali. E, nel periodo pandemico, la musicoterapia è diventata strumento prezioso per contenere il burn-out degli operatori. Questo appuntamento rappresenta quindi un’occasione per restituire e condividere l’esperienza dell’Hospice e, allo stesso tempo, un rilancio a sostegno del ruolo della musicoterapia nel migliorare la qualità di vita dei pazienti».

Mariagrazia Baroni aggiunge: «Siamo onorate di poter ospitare la dottoressa Cheryl Dileo, una delle più importanti ricercatrici di musicoterapia al mondo. Questa iniziativa sarà l’occasione per confrontarsi con la sua grande esperienza negli ambiti cure palliative, oncologia e controllo del dolore, nonché per sostenere lo sviluppo di una professione che nel contesto sanitario italiano è ancora troppo poco conosciuta e valorizzata».

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