Processo mandanti, si avvicina la deposizione di Paolo Bellini
L’ex Primula Nera sarà sentita il 19 o il 24 novembre con Segatel e Catracchia La decisione definitiva sarà presa nel corso dell’udienza fissata per oggi
REGGIO EMILIA. Si avvicina l'esame dei tre imputati nel processo, in corso in Corte d’Assise a Bologna, sulla strage del 2 agosto 1980. Al termine dell'udienza di mercoledì scorso, infatti, la Corte ha stilato un calendario di massima per le deposizioni di Paolo Bellini, Piergiorgio Segatel e Domenico Catracchia, che dovrebbero quindi essere sentiti il 19 o il 24 novembre. La decisione definitiva sarà presa nel corso della udienza in programma oggi.
Bellini, imputato per concorso nell'attentato alla stazione ferroviaria del capoluogo emiliano, dovrebbe rispondere alle domande che gli verranno rivolte, fa sapere il suo legale Antonio Capitella, e lo stesso sembrano orientati a fare anche Segatel (accusato di depistaggio) e Catracchia (a carico del quale c'è l'accusa di false informazioni al pm). Inizialmente l'esame di Bellini era stato fissato per il 24, mentre Segatel e Catracchia avrebbero dovuto deporre il 19, ma i legali di questi ultimi due hanno spiegato di non poter garantire che i loro assistiti possano testimoniare in quella data. Da qui la decisione di aspettare oggi per stilare il calendario definitivo.
Durante l’udienza di mercoledì, sul banco dei testimoni sono finiti Paolo Marchetti, il generale dei carabinieiri Tomaselli e l’ex agente della Digos Giudici. I tre interrogatori sono serviti soprattutto a ricostruire il contesto storico in cui si è svolta l’attentato alla stazione di Bologna, dalla loggia massonica P2, passando per i contatti politici di Licio Gelli fino ai protagonisti della cosiddetta strategia della tensione. Nello specificio Marchetti, simpatizzante di Ordine Nuovo e delle formazioni di estrema destra, ha parlato del suo rapporto con il terrorista nero Elio Massagrande all’inizio degli anni ’80, soprattutto durante il suo periodo in Paraguay, e di come Massagrande avesse costruito una solida relazione con l’ex dittatore paraguaiano Stroessner. Tomaselli, invece, ha raccontato delle sue indagini, nei primi ’80, quando per i carabinieri si è occupato, in supporto del generale Dalla Chiesa, delle Brigate Rosse, ma anche delle attività criminali della banda della Magliana e del clan dei Marsigliesi. Infine, Giudici ha spiegato del suo lavoro, in qualità di membro della Digos, per contrastare il terrorismo in Italia, sia di sinistra che di destra. Si è scesi nei dettagli sul fronte delle indagini svolte su Gelli, Massagrande e Graziani. Durante l’udienza è stato fatto anche il nome di Marco Ceruti, uomo di fiducia di Licio Gelli, tesoriere della P2 che ha contribuito a finanziare le attività dei Nar e quelle di depistaggio dopo la strage di Bologna. Residente in Florida, è stato chiamato a testimoniare, ma problemi di salute glielo impediscono.
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