Emak, nove mesi col turbo Utile più che raddoppiato
Fatturato in crescita del 29% a 464 milioni e risultato netto a 37 milioni (+140%) Sul 2022 previsioni ottimistiche nonostante i rischi legati alla catena di fornitura
BAGNOLO IN PIANO. Il Gruppo Emak continua a navigare col vento in poppa. I macchinari per il giardinaggio prodotti dall’azienda di Bagnolo proseguono la loro corsa, come certifica il bilancio degli ultimi 9 mesi, che vedono ricavi consolidati 464,2 milioni, rispetto a 359,9 milioni del pari periodo dell’esercizio precedente, in crescita del 29%. Il fatturato del terzo trimestre ammonta a 131,3 milioni contro i 112,4 milioni del terzo trimestre 2020, in crescita del 16,8%. L’Ebitda adjusted è stato pari a 69,5 milioni (15% dei ricavi) in aumento del 46,2% rispetto a 47,5 milioni del pari periodo 2020 (13,2% dei ricavi) principalmente grazie all’incremento dei volumi di vendita. L’utile operativo è stato pari a 52 milioni (11,2% dei ricavi), in crescita del 73,5% rispetto a 30 milioni (8,3% dei ricavi) del pari periodo dell’anno scorso. Abbastanza per assicurare un utile netto che si è attestato a 37,7 milioni, più che raddoppiato rispetto ai 15,8 milioni del pari periodo 2020.
L’incremento dei ricavi deriva dalla crescita organica per il 27,7%, dalla variazione dell’area di consolidamento per il 3%, mentre è penalizzato dall’effetto negativo dei cambi di traduzione per l’1,7%. Il pari periodo del 2020 era stato impattato in parte dall’avvento della pandemia da Covid-19. L’azienda segnala tuttavia che anche nel confronto con i primi nove mesi 2019 si registra una crescita del 33,6% (a parità di area).
Secondo la nota diffusa ieri, anche il futuro è sotto il segno della crescita, salvo l’incognita su prezzi e materie prime. «La domanda continua ad essere sostenuta, con il mese di ottobre in crescita di circa il 9% rispetto al pari periodo dello scorso anno e di circa il 30% rispetto allo stesso mese del 2019. Anche il portafoglio ordini è superiore alla media del periodo sostenuto da una situazione di scorte relativamente basse presso le reti di distribuzione. Questo consente di posizionare il fatturato atteso a fine anno nella parte alta della guidance comunicata in precedenza che prevedeva una crescita compresa in una forchetta fra il 17% e il 21%».
Il graduale intervento sui listini di vendita applicato nei mesi scorsi ha in gran parte compensato l’impatto dell’aumento del costo delle materie prime, dei componenti e dei trasporti, fa sapere l’azienda. L’effetto leva generato dalla forte crescita del fatturato porta comunque ad un miglioramento dell’Ebitda margin a fine esercizio stimato in crescita nell’intorno di 150 punti base. Per quanto riguarda il 2022 la visibilità rimane positiva per la prima parte dell’anno, nonostante il permanere dei rischi legati alla catena di fornitura. La scelta di mantenere le scorte più alte rispetto alla media del periodo è finalizzata a mitigare tale rischio.
L’azienda è premiata dall’interesse quindi dei mercati di sbocco per i suoi decespugliatori, rasaerba, trattorini, motoseghe, motozappe e motocoltivatori oltre che per le idropulitrici. L’autofinanziamento gestionale nei nove mesi è stato pari a 55,4 milioni, in crescita del 63,2% mentre gli investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali effettuati nel corso dei primi nove mesi 2021 ammontano a complessivi 12,3 milioni, in linea con il pari periodo 2020. Il patrimonio netto consolidato al 30 settembre 2021 è pari a 258,1 milioni contro 222,3 milioni al 31 dicembre 2020.
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