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Furti di trattori, il pm chiede di condannare gli otto imputati

D.M.

Fanno parte di una banda di 20 persone finita a processo per aver razziato 22 mezzi agricoli tra Reggio, Modena e Mantova

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FABBRICO. Complessivamente, sono più di 50 anni di carcere. È quanto ha chiesto ieri il pm Francesca Graziano per 8 dei 20 indagati per la raffica di furti di trattori e attrezzi messa a segno tra la Bassa, a Novi di Modena, Fabbrico e Moglia di Mantova.

La razzia fu commessa tra l’ottobre 2019 e il febbraio 2020: in tutto sparirono 22 trattori, poi recuperati dalla polizia di Stato del Commissariato di Carpi nell’ambito dell’inchiesta denominata “Gaggio”, che portò ad ispezioni, supportate anche dall’elicottero, nei campi nomadi di Novi e Santa Giustina a Mirandola. Nel maggio scorso furono sei gli arrestati e 15 i denunciati. In carcere erano finiti: il capo A.C., 54 anni, detto Baccalà; il 45enne L.L. e il mirandolese Ma.L., 39 anni, detto Ciccio. Ai domiciliari il 26enne D.L.; B.F. 44 anni detto Palla, andato a raggiungere il 21enne Mi.L. già raggiunto da una misura cautelare in passato.

Era il più giovane del gruppo a tenere i rapporti con i ricettatori dei trattori e della merce rubata.

Si tratta di una banda di campani, residenti tra Modena, Reggio e il sud che si occupavano materialmente di trasportare i mezzi trafugati e preparare la falsa documentazione utile a legalizzare i viaggi e l’esportazione.

A ogni furto è seguita la pronta reazione da parte della polizia, con il ritrovamento dei trattori rubati e custoditi in qualche casolare isolato in attesa del trasporto verso la Campania. Il metodo era sempre quello: un primo sopralluogo per vedere i trattori e proporli attraverso le foto ai ricettatori campani; un secondo passaggio notturno per fotografare le targhette identificative, da falsificare per non destare sospetti nel trasporto. Quindi il furto notturno, con il trasferimento dei mezzi (il valore complessivo è stato quantificato in circa un milione di euro) in cascine o magazzini a loro disposizione.

Dei 20 indagati, otto ieri hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato: si tratta di modenesi e carpigiani, difesi dall’avvocato Luca Lugari. Per gli altri 12 c’è stata la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm, con rito ordinario. Si deciderà tutto il 21 dicembre: da una parte, condanna o assoluzione per gli otto in abbreviato. Dall’altra, l’apertura o meno di un processo per i restanti 12.

Dei 20 indagati, 6 sono sinti e 5 campani. Gli altri modenesi e carpigiani.

Le indagini della polizia di Carpi, guidata da Paola Convertino, partirono nell’autunno del 2019 quando maturò la percezione dell’esistenza di una banda locale dedita ai furti nelle aziende agricole.

D.M.

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