L’omaggio a Merlino carabiniere vittima della strage di Nassiriya
BRESCELLO. Ieri ricorreva il 18esimo anniversario della strage di Nassiriya, nella quale persero la vita 19 italiani: dodici carabinieri, cinque militari dell’esercito e due civili, un cooperatore internazionale e un regista. Tra questi, anche il sottotenente Filippo Merlino, 46enne originario della Basilicata, ma molto legato alla Bassa. A Brescello aveva mosso i primi passi nell’Arma e aveva conosciuto la sua futura moglie Alessandra Savio, poi era diventato comandante a Viadana, ma era molto legato al paese di Peppone e Don Camillo, che frequentava abitualmente. Ieri Catia Silva, a nome delle sezioni di Reggio Emilia e Brescello di Fratelli d’Italia, insieme al maresciallo Antonio Orfei, ha deposto un mazzo di fiori davanti alla lapide che ricorda il sacrificio di Merlino, nel cortile della caserma di Brescello che gli venne intitolata otto anni fa. Quella di Merlino è stata una carriera ricca di esperienze significative; il 17 luglio 2003 partì per la missione umanitaria in Iraq, denominata “Antica Babilonia”, che gli costò la vita.
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