Dal livello di guardia a quello idrometrico Ecco come “tradurre” il gergo tecnico
Quando sta per sopraggiungere una piena è diffuso l’utilizzo di alcuni termini tecnici, apparentemente simili tra loro ma in realtà molto diversi. Quando si parla di “soglia di attenzione” si parla di una misura posta un metro al di sotto del “livello di guardia”. A Boretto, ad esempio, quest’ultimo si pone a 5,50 metri, e la soglia di attenzione a 4,50. Il “livello di guardia” è invece l’altezza massima a cui può giungere l’acqua senza costituire pericolo di inondazione e il suo raggiungimento prevede – tra le tante cose – che vengano attivate le procedure di protezione civile previste e in particolare si suggerisce di rimanere lontani dai corsi e di procedere alla vigilanza sull’evoluzione della situazione. Per livello idrometrico in un determinato luogo del fiume – infine – si intende la misura del dislivello tra la superficie dell’acqua di un fiume ed un punto di riferimento altimetrico che può essere il livello medio del mare oppure il riferimento “zero” dell’idrometro stesso (detto zero idrometrico). È evidente che quando arriva a manifestarsi una piena lungo il corso del Po, la “colpa” non è mai da attribuirsi soltanto alla pioggia che cade sul bacino del grande fiume ma su quello degli affluenti di destra e di sinistra, le cui portate arrivano a ingrossare quella del corso principale. In particolare, molto spesso questi fenomeni hanno visto come inizio una serie di abbondanti precipitazioni in Piemonte da dove, inevitabilmente, l’acqua arriva poi a valle.
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