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Scandiano 

Il dottor Pedroni va in pensione ed è subito richiamato in servizio

J. D. P.
Il dottor Pedroni va in pensione ed è subito richiamato in servizio

Il 2 novembre il congedo, ma il suo sostituto nel giro di pochi giorni si è dimesso In provincia sono già cinque i “riservisti” ma sono destinati ad aumentare

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SCANDIANO. A inizio mese la notizia del pensionamento del dottor Massimo Pedroni ha suscitato tantissime reazioni a Scandiano, dove il medico di base opera con competenza e professionalità da lungo tempo. Nei giorni scorsi in tanti lo hanno pubblicamente ringraziato, anche sui social. «Vorrei fare un enorme ringraziamento personale ad un Medico (con la M maiuscola) che tanto si è speso per la nostra comunità. In oltre 40 anni di assistenza medica a tutta la mia famiglia ho potuto constare, oltre all’indubbia competenza, una disponibilità, una attenzione e una umanità che sono sempre andate oltre il solo dovere di medico», ha scritto un suo paziente. A questo messaggio ne sono seguiti altre decine di ringraziamento e anche di sconforto per il fatto di non poter più fare affidamento su questo apprezzato professionista. Il dottor Pedroni, però, dovrà aspettare ancora un po’ per godersi la pensione, perché è stato immediatamente richiamato in servizio.

Il medico il 2 novembre era stato sostituito dal dottor Alberto Righi. Quest’ultimo però ha dato rapidamente le dimissioni e tanti pazienti hanno ricevuto nelle scorse ore il seguente messaggio dall’Ausl: «Causa dimissione Dr Righi dal 15.11.21 le sarà assegnato in via provvisoria Dr Massimo Pedroni». Il dottore torna dunque al suo posto, nello studio medico associato nel quale era entrato fin dal 1996.

«Ci siamo avvalsi della legge, varata per fare fronte all’emergenza Covid, che consente di richiamare i medici in pensione – spiega Mirco Pinotti, direttore del Dipartimento di cure primarie dell’Ausl di Reggio – In provincia ci sono altri quattro casi di medici di medicina generale richiamati in servizio».

Il ritorno dei pensionati consente di dare continuità di assistenza ai cittadini e fare fronte «a un problema molto rilevante che si risconta nel trovare medici anche per incarichi temporanei».

Pedroni e gli altri “riservisti” resteranno al lavoro fino a quando non ci sarà un medico a tempo indeterminato al loro posto. «Purtroppo c’è una carenza di medici in tutti gli ambiti e anche in questo», spiega Pinotti.

A Guastalla è stata richiamata la dottoressa Emma Carri e a Novellara Fiorenzo Orlandini. In molti però scommettono che anche ad altri colleghi, in procinto di andare in pensione, sarà chiesto di restare.

La pandemia ha messo a dura prova tutto il sistema sanitario. Nei giorni scorsi Euro Grassi, segretario provinciale della Fimmg, ha detto che oggi un medico di base reggiano «ha in carico in media 1.416 assistiti, dei quali 396 over 60 e 732 affetti da una a cinque patologie croniche. Ognuno di loro dunque, unico punto rimasto gratuito nel sistema sanitario nazionale assieme ai ricoveri, effettua in media 42.889 prestazioni annue, una media di 30,3 a paziente». I medici di base sono stati la prima linea nell’ondata pandemica e hanno svolto una grande azione di filtro verso l’ospedale e i pronto soccorsi. Un duro lavoro, che prosegue anche oggi.

J. D. P.

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