«Si vedeva che era esagitato» Disposto l’obbligo di firma
reggio emilia. «L’importante era evitare che si creasse il panico». Sorride ed è sereno, seduto sui tavoli riscaldati di sua invenzione, il titolare del ristorante Piccola Piedigrotta. Giovanni Mandara, il giorno dopo l’aggressione messa in atto dal 31enne Silvano Mattias Calderone, è tornato al lavoro come sempre e come lui anche i dipendenti che hanno dovuto improvvisarsi, per diversi minuti, rugbisti placcatori.
«Quando quell’uomo ha dato in escandescenze – racconta il ristoratore, volto noto del centro storico reggiano – lo abbiamo ribaltato e lo abbiamo bloccato a terra. Siamo rimasti così una decina di minuti, il tempo che arrivassero i carabinieri a prenderlo in consegna: nella confusione ci siamo sbagliati e abbiamo chiamato la questura». Mandara e un suo cameriere, a causa degli spintoni e degli schiaffi di Calderone, dopo l’intervento dell’Arma si sono fatti medicare cavandosela, per fortuna, solo con qualche contusione guaribile in cinque e sei giorni.
«Stiamo bene – conferma il ristoratore, che non mostra segni evidenti dell’aggressione subita – gli unici danni sono stati allo schermo del mio cellulare, che quell’uomo ha fatto cadere in terra quando si è accorto che stavo chiamando le forze dell’ordine, e agli occhiali da vista di un mio cameriere, che si sono rotti a causa di un colpo sferratogli al volto». Un trambusto, spiega Mandara, messo in atto «per non pagare il conto. Che alla fine, tra l’altro, era sui 50 euro in totale. Consideri che da quanto ci hanno detto quell’uomo non aveva nemmeno i soldi con sé».
Il ristoratore, ieri mattina, è poi andato in tribunale per l’udienza per direttissima a cui è stato sottoposto il 31enne: «In aula mi ha visto ma non mi ha nemmeno riconosciuto». Arrestato con le accuse di lesioni personali, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e porto illegali di armi per il possesso di un piccolo coltello, sequestratogli dai carabinieri dopo il loro intervento, Calderone è infine tornato in libertà con la misura cautelare dell’obbligo di firma.
L. G.
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