Apcoa chiede al Comune 338mila euro di danni
Si tratta della prima richiesta risarcitoria avanzata dal colosso dei parcheggi Piazza Prampolini ha deciso di resistere in giudizio e coinvolgere l’assicurazione
Ambra Prati
REGGIO EMILIA. Un danno di immagine, oltre che «perdita di chance», pari a 338mila euro. Questa la prima richiesta risarcitoria – solo un assaggio in una battaglia combattutissima – avanzata da Apcoa Parking Italia Spa nei confronti del Comune di Reggio, con quest’ultimo che ha deciso di resistere in giudizio e di coinvolgere l’assicurazione appositamente stipulata.
La vicenda è quella del pasticciaccio della gestione del parcheggio pubblico con sosta a pagamento dell’ex caserma Zucchi. Apcoa – colosso tedesco con sede a Mantova che gestisce in Italia quasi 150 parcheggi con un fatturato annuo di 65 milioni di euro – ha avuto in mano in esclusiva l’ex Zucchi dal 2011 al 2015, tramite l’affidataria Reggio Parcheggi Spa (il consorzio di imprese del Park Vittoria, facente capo a Filippo Lodetti Alliata), dalla quale poi uscì.
La gestione di Apcoa è stata interrotta bruscamente nel dicembre 2015, quando il Comune con apposita ordinanza ha intimato il rilascio immediato del parcheggio.
È in questo quadro complicato che Apcoa ha affilato i coltelli e intrapreso una lunga controversia a suon di carte bollate contro piazza Prampolini, seguendo due filoni: il primo avverso l’estromissione dalla ex Zucchi e il secondo, tuttora pendente, avverso l’affidamento diretto della gestione della Zucchi dopo l’uscita del colosso.
Il fine ultimo di questi ricorsi e controricorsi di Apcoa è ottenere un maxi risarcimento; tanto che per farvi fronte l’anno scorso il Comune è stato costretto a incrementare l’accantonamento del Fondo contenziosi, mentre gli amministratori dell’epoca assicuravano che l’accaduto non avrebbe avuto ripercussioni sulle casse comunali. Per quanto riguarda il primo filone, Apcoa ha presentato nel 2016 un primo ricorso al Tar, risultato negativo per l’azienda. Apcoa si è appellata al Consiglio di Stato, stavolta con esito positivo poiché secondo la riforma della sentenza pubblicata il 20 ottobre 2020 (e passata in giudicato il 20 aprile 2021) «l’autotutela esecutiva (del Comune, ndr) non è stata impiegata nell’interesse pubblico ma, indubbiamente, per porre fine a una disputa insorta tra due soggetti privati per chi ne avesse la gestione»: un ribaltamento che ha accolto le ragioni dei ricorrenti condannando il municipio al pagamento delle spese di lite (5mila euro). Forte della vittoria al Consiglio di Stato, Apcoa è tornata all’attacco per chiedere «la condanna del Comune al pagamento di una somma a titolo di risarcimento dei danni patiti», quantificando «il danno patrimoniale in misura non inferiore a 281.775 e sia il danno di immagine sia il danno per perdita di chance in misura non inferiore al 10% del predetto importo, per una richiesta complessiva non inferiore a 338.130 euro». Resistere è la strategia indicata da una delibera comunale, datata 4 novembre, di autorizzazione all’Ufficio Legale.
Considerato che «il Comune ha stipulato con Aig Europe S.A. la polizza per responsabilità civile patrimoniale verso terzi a copertura delle «perdite patrimoniali involontariamente cagionate a terzi in conseguenza di atti o omissioni colpose commessi da parte di uno o più amministratori/dipendenti di cui l’ente contraente/assicurato debba rispondere a norma di legge», la giunta ha messo nero su bianco che «si rende necessario chiamare in causa la compagnia assicurativa a garanzia dell’ente». Dato atto «della congruità del Fondo contenzioso» la giunta ha conferito “ampio mandato” all’avvocatura comunale autorizzandola a chiamare in causa la compagnia assicurativa.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
