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«Emergenza medici di base Serve un incontro con l’Ausl»

Adr.Ar.
«Emergenza medici di base Serve un incontro con l’Ausl»

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SCANDIANO. «I problemi della medicina generale nel distretto di Scandiano? Ormai il vaso di Pandora è aperto». Torna a intervenire sulle questioni legate alla sanità pubblica, il consigliere comunale scandianese di opposizione Angelo Santoro, fra i primi ad attivarsi sulla questione della riapertura del pronto soccorso dell’ospedale locale. Ora l’attenzione si sposta sui medici di base, dopo la notizia che uno degli storici medici di base di Scandiano, Massimo Pedroni, è stato richiamato in servizio pochi giorni dopo essere andato in pensione, per coprire la carenza di sostituti.

Santoro richiede un incontro urgente con la direttrice generale dell’Ausl di Reggio Emilia e con il direttore del Distretto Sanitario di Scandiano Marco Ferri, con cui è già avvenuto di recente un confronto sull’ospedale Magati. A settembre, ricorda Santoro, «scrivevamo al dottor Ferri preoccupati di questo argomento e ci rispose che l’assistenza da parte dei Medici di Medicina Generale del Distretto di Scandiano era garantita da 51 professionisti convenzionati secondo quanto previsto dalla legge e dall’accordo nazionale collettivo della categoria». Ora, il ritorno in corsa di Pedroni riporta il tema al centro. «Vi pare una cosa normale? Vi pare una cosa normale quando solo alcuni mesi prima per sostituire il suo collega, dottor Mammi, prima di trovare un accreditato sostituto i pazienti erano passati attraverso un calvario di ben quattro medici che avevano rinunciato all’incarico dopo il periodo di prova?» chiede. Seguita da un appello a Ferri perché si attivi con l’ufficio territoriale e «risolva il problema perché il vaso di Pandora si è aperto e come un uragano stanno venendo fuori tutte le mancanze di questi ultimi anni. La rassicuriamo anche che nessuno farà polemiche, almeno per quanto ci riguarda, per stabilire le responsabilità di chicchessia: questo è il momento di agire… per il resto ci sarà tempo». Quale potrebbe essere la soluzione? «È possibile risolvere in emergenza la questione con una retribuzione di spese più consona al periodo che questi medici hanno vissuto lottando in prima linea e, nel frattempo, cercare strade diverse che possano garantire la risoluzione della mancanza di professionisti. Questo non vuole promuovere la soluzione di chiamare medici stranieri, perché siamo certi che i nostri medici, anche se avanti con gli anni, saranno capaci di far fronte alle necessità della popolazione», sostiene Santoro.

Adr.Ar.

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