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la critica di cna 

«Massimo due passeggeri sui taxi? Danneggiati ancora noi lavoratori»

L. G.
«Massimo due passeggeri sui taxi? Danneggiati ancora noi lavoratori»

Simone Seligardi, presidente  dei mestieri taxi della Fita, sulle nuove norme che riguardano la categoria definite come «penalizzanti»

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reggio emilia. Tra le nuove disposizioni anti contagio previste dall’ordinanza approvata dal ministero della Salute e dal ministero dei Trasporti rientrano anche i taxi.

In questo caso si tratta di norme in parte riconfermate o già messe in pratica dai tassisti reggiani, tranne una su tutte: la regola che prevede che non possano essere trasportati, distanziati il più possibile, più di due passeggeri se non componenti dello stesso nucleo familiare. «Hanno ristretto ulteriormente il cerchio – commenta Simone Seligardi, tassista e presidente dei mestieri taxi della Fita Cna – nel senso che se in precedenza potevamo caricare a bordo anche tre passeggeri che erano colleghi di lavoro, adesso questa tipologia non è più contemplata».

Escludere a chi condivide lo stesso luogo di lavoro la possibilità di prendere un taxi in più di due «è un cambiamento che può sembrare non enorme ma che in realtà è significativo e molto impattante per noi tassisti. Molti lavoratori che prima condividevano un solo taxi dividendo la tariffa della corsa ora ne dovranno pagare due. I costi aumenteranno per molti utenti e sicuramente alcuni di loro decideranno di viaggiare in altro modo».

Questa norma, prosegue Seligardi, avrà un impatto anche «sui ragazzi giovani che soprattutto il fine settimana, ora che hanno riaperto locali da ballo e discoteche, sono tornati a condividere i taxi. Per loro, che non hanno un reddito, diventerà abbastanza impegnativo sostenere i costi di una corsa. Prevedo che ci saranno dei problemi e che capiterà più di una volta di dover andare su una chiamata e di doverla poi annullare perché gli utenti, scoperto di non poter viaggiare in più di tre, decideranno di non voler più prendere il taxi. Facendo ricadere, in questo modo, il costo del viaggio interamente su di noi».

Insomma, un provvedimento che rischia di inficiare una ripresa che aveva appena ricominciato a far capolino «molto lentamente. Stavamo andando bene nei fine settimana grazie alle discoteche mentre la clientela business è in recupero, anche se siamo ancora a un 60% rispetto ai livelli del 2019. Speriamo che questa nuova regola non ci penalizzi, anche perché onestamente non ne vedo l’utilità: nel momento in cui i clienti entrano in auto e sono tutti con le mascherine si proteggono fra loro e proteggono noi».

Non preoccupa, invece, il passaggio dell’ordinanza che prevede per il conducente l’obbligo di indossare una mascherina chirurgica o di livello superiore e di possedere la certificazione verde.

«Tutti coloro che lavorano nel servizio pubblico – conclude Seligardi – hanno già l’obbligo del Green pass ma non quello di mostrarlo ai clienti. Noi aderenti al Consorzio (56 sui 60 tassisti in attività a Reggio Emilia) siamo praticamente tutti vaccinati e, tra l’altro, le pene in caso di mancato possesso del Green pass a un controllo della stradale sono molto severe: il fermo immediato del veicolo, la sospensione dal lavoro fino all’avvenuto tampone e una multa decisamente salata».

L. G.

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