Un parco tematico a Chiozza per valorizzare la necropoli
Il progetto, nella sua prima stesura, sarà presentato sabato in municipio Prossima la pubblicazione di studi sull’area e sulla Venere scoperta nel 1940
SCANDIANO. Tempo di presentazione per il progetto di valorizzazione del sito archeologico di Scandiano da cui proviene la celebre Venere di Chiozza, uno dei reperti più conosciuti dei musei civici reggiani. Sabato, alle 17 nella sala consigliare di Scandiano, è in programma un approfondimento dedicato ai villaggi e alle necropoli neolitiche di Chiozza, promosso dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune.
Al centro, le tracce di oltre settemila anni emerse nel 1940 nella zona delle fornaci Alboni di Chiozza, grazie a una serie di ricerche condotte a partire dalla seconda metà dell’800. Il tema è stato negli anni scorsi al centro del lavoro del ricercatore scandianese Marco Montipò e di Iames Tirabassi, a lungo archeologo dei musei civici, ora direttore del Museo del Po di Revere. I due interverranno al convegno assieme a Monica Miari, archeologa della Soprintendenza speciale archeologia belle arti e paesaggio regionale, e a Giada Pellegrini dei musei cittadini.
Al centro, le attività svolte ma soprattutto quelle in cantiere, a partire da una pubblicazione sulla necropoli di Chiozza e la prima stesura per un progetto di parco tematico-didattico, che potrebbe essere pianificato per i prossimi anni.
Decisamente più stretti i tempi per il volume, in questo caso si parla di alcuni mesi per quello che sarà l’ampliamento di un primo saggio già uscito nel 2019, sempre redatto da Montipò.
La creazione di un sito permetterebbe prima di tutto di completare gli scavi, per trovare tracce del villaggio a fianco del complesso funerario, e successivamente di consentire la visita di scuole e turistici in uno dei luoghi reggiani di maggior valore archeologico.
La famiglia Alboni, tutt’ora proprietaria dell’area, aveva già dato disponibilità in questo senso. Si tornerà quindi a dedicarsi a un luogo che da un secolo e mezzo è al centro di approfondimenti.
Del sito di Chiozza si inizia a parlare nel 1872, quando lo scandianese Daniele Bonettini trova reperti e li consegna a don Gaetano Chierici, sacerdote reggiano e uno dei padri della paletnologia italiana. Negli anni ’30 dello scorso secolo ripartono le ricerche, condotte dal nobile casalgrandese Luigi De Buoi; nel 1929 alcuni operai della cava Alboni avevano rinvenuto delle ossa, da cui De Buoi ricostruì uno scheletro. Una conferma del valore del sito, che portò alle scoperte principali, quelle della Venere e del complesso, annunciate il 7 luglio 1940 sulla stampa dell’epoca grazie alla collaborazione degli archeologi Mario Degani e Pia Laviosa e di Gaetano Alboni, podestà di Scandiano e proprietario del sito di estrazione.
Nel 1971 le cave Alboni chiusero i battenti e con loro anche il sito archeologico. Il libro, che ospiterà i contributi di ricercatori ed esperti, si concentrerà anche sulle biografie di chi, in questo lungo cammino, ha dedicato energie e attenzioni a Chiozza e alla sua Venere.
Adr.Ar.
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