Gazzetta di Reggio

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la premessa dell’inchiesta 

Investigatore privato si finge un cliente e filma l’incontro

Am.P.

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reggio emilia. Un investigatore privato si è finto un cliente interessato all’acquisto di sei casse e si è presentato all’appuntamento con “amici”, in realtà suoi collaboratori che hanno documentato il modo di procedere della banda. Questa la premessa che ha dato il “la” all’indagine, poi approfondita dall’Arma.

È il 7 giugno 2019 quando avviene il primo contatto telefonico tra il finto acquirente e un tale Marco (uno degli indagati, non per associazione a delinquere), che conferma di avere la disponibilità di sei casse audio Evox J8. L’appuntamento viene fissato per il 10 giugno 2019, alle 20.30, in piazzale Europa a Reggio, dopo la raccomandazione dell’interlocutore di non parlare con nessuno dell’incontro stabilito. Quella sera Marco arriva a bordo di una Fiat Panda insieme ad altri due uomini a piedi, Belsino e Petrone. I tre si presentano, Marco sale a bordo del furgone noleggiato dal detective e dai suoi mentre gli altri due, ai quali Mauro allunga le chiavi, salgono sulla Panda. Nel tragitto Marco spiega che le casse provengono dalla ditta Rcf, ma per una questione di costi non conviene acquistarle in azienda, dove si raccomanda di non andare; lui sarebbe stato a disposizione per riparare eventuali guasti. I due veicoli arrivano in un cortile interno di via Bligny; sul campanello figura il nome di Vincenzo Petrone. I presenti entrano in un garage in fondo al cortile che viene aperto: all’interno scatoloni marroni contenenti le casse. Qui i collaboratori del detective consegnano in una busta 3.300 euro in contanti, il prezzo pattuito; le banconote vengono contate seduta stante da Belsino. In pratica ogni cassa costa 550 euro a fronte di un valore reale di mercato di 1.100 euro.

Nel frattempo Marco precisa che le casse escono direttamente dalla produzione. I finti clienti chiedono se per caso è possibile comprare anche un mixer da usare insieme alle casse, ma Petrone risponde che per ora non c’è disponibilità.

Caricata la merce appena acquistata sul furgone i finti clienti «salutano i tre uomini, sentendosi nuovamente raccomandare di non dire nulla dell’accaduto», mentre la compravendita è stata filmata e registrata per intero. Naturalmente i finti clienti se ne vanno «senza ricevere alcuna ricevuta dell’acquisto».

Am.P.

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