Palpeggia la cliente al market ma è malato di mente: assolto
reggio emilia. Il fatto aveva creato non poco allarme il 10 dicembre di cinque anni fa all’interno dell’Ipercoop Ariosto.
Perché – come ricostruito dalla polizia – un rubierese allora 24enne aveva creato non poco scompiglio nella corsia dov’erano esposte le conserve alimentari. E ne sa più di qualcosa una cliente del supermercato che credeva di poter fare tranquillamente la spesa nella struttura di viale Morandi, invece si era ritrova addosso le mani di uno sconosciuto sulle parti intime. La donna si era infatti chinata per prendere dallo scaffale un barattolo di sugo quando, all’improvviso si era sentita palpeggiare dal dietro. Un’azione veloce, ma quel toccamento volgare prima lasciava di stucco la cliente, per poi innescare la sua reazione chiedendo aiuto a chi stava facendo la spesa all’Ipercoop. Un a situazione sgradevolissima, poi sfociata in una denuncia per violenza sessuale.
E le indagini dei poliziotti già a gennaio 2017 avevano chiarito la situazione, incastrando un giovane rubierese. Dall’inchiesta ultimata si approderà all’udienza preliminare ed è in quel contesto che l’avvocato difensore Andrea Mazzacani capisce che il suo assistito ha dei problemi mentali. Una volta disposto dal gup il rinvio a giudizio dell’imputato, la difesa ha chiesto alla Corte – presieduta da Simone Medioli Devoto – una perizia psichiatrica per il rubierese.
La perizia verrà affidata al medico legale Giuseppe Cupello e il professionista fa pian piano emergere un quadro psichiatrico di cui l’imputato non è per niente consapevole. Viene identificata una patologia psichiatrica ben precisa e di una certa gravità. Da quel momento l’imputato comincerà a frequentare il Centro di salute mentale e soprattutto a curarsi. Perizia psichiatrica che ieri ha avuto un peso decisivo davanti al collegio giudicante: sia la pm Piera Giannusa che l’avvocato difensore Mazzacani chiedono l’assoluzione per vizio totale di mente. Breve la camera di consiglio dei giudici: il rubierese ora 29enne è stato giudicato non imputabile, da qui l’assoluzione. L’imputato è presente in prima fila quando viene letta la sentenza. È silenzioso, cerca solo di capire attraverso il suo legale, per poi andarsene.
T.S.
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