Gazzetta di Reggio

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Nabil abitava ancora nell’appartamento 

Bar, negozi e bicicletta La vita della famiglia nella casa di via Matteotti

L.G.

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il quartiere

Prima di salire in macchina guarda in su, verso quella tapparella semichiusa al quarto piano, nella palazzina gialla a strisce marroni. Poi abbassa lo sguardo: «Nabil? Certo che lo conoscevo. E poi Elisa, i bimbi...». Nello sguardo dei vicini di casa c’è tutto lo sgomento che Sassuolo sta provando in questi giorni. Non siamo in via Manin, ma un chilometro e mezzo più a nord, nella palazzina di via Matteotti 164 dove la famiglia Dhahri-Mulas ha vissuto fino a un mese fa, quando Elisa se n’è andata con i bimbi, trasferendosi a casa della madre. Nell’appartamento al quarto piano dell’edificio, a 300 metri dal Lidl dove lavorava, era rimasto solo Nabil, che i vicini hanno visto rientrare e uscire fino a martedì sera. Una palazzina abitata in buona parte da stranieri: «Li vedevo abbastanza spesso - racconta il dirimpettaio - non ci frequentavamo, ma magari scambiavamo due chiacchiere quando ci incontravamo. Quello che è successo è inspiegabile, erano brave persone, lavoratori e genitori». «Abbiamo visto Elisa e i bimbi fino a un mese fa - raccontano altri due inquilini - poi abbiamo saputo che se n’erano andati, ma abbiamo continuato a vedere Nabil fino a due giorni fa». Uno dei punti di riferimento del quartiere è il bar Chicco D’Oro 2, sempre in via Matteotti: «Passavano di qua spesso - conferma il gestore - erano brave persone, non riusciamo a spiegarci quello che è successo». Il barista racconta anche della signora Simonetta, la mamma di Elisa: «Veniva spesso al bar - ricorda il gestore - e andava a far spesa in bicicletta. Una persona gentile e simpatica». Incredulo anche un collega di Nabil, che ieri ha chiamato il bar: «Non posso credere che sia successo tutto questo».

L.G.

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