Fiori e peluche per mamma e bimbi «Sarete sempre i nostri angeli»
Ieri mattina centinaia di amici e conoscenti hanno portato un ricordo davanti al cancello: «Una cosa inaccettabile»
Ieri in via Manin, fin dalle prime ore del mattino amici e conoscenti di Elisa Mulas e Simonetta Fontana si sono recati lì, davanti al cancelletto del civico 28, per portare un saluto alle vittime, mamma e figlia, e ai due bimbi di Elisa, Ismaele e Sami. Un saluto simbolico fatto di fiori per le due donne, e di peluche per i bambini vittime inconsapevoli di questa tragedia.
Orsacchiotti bianchi, in coppia, uno per il bimbo di due anni, l'altro per il più grande, di cinque. E poi bigliettini con pensieri e ricordi, con parole cariche di dolore e di amore. È stato un viavai di persone per l’intera giornata, quasi a non voler lasciare sole le vittime. Chi arrivava si chinava per riporre un pensiero, in preghiera, o semplicemente per mandare con la mano un bacio al biglietto con una foto di Elisa portato lì da un’amica. «Carissimi Elisa, Simonetta, Sami e Ismaele, non ci sono parole per esprimere quanto è accaduto, con infinito dolore ci auguriamo che possiate riposare in pace. Siete stati strappati troppo presto da questa vita, erano ancora moltissime le cose belle che la vita aveva in serbo per voi», così recita una lettera, legata da un nastro verde ad un orsacchiotto appoggiato alla ringhiera del condominio.
Tantissimi sono stati i messaggi portati soprattutto dalle amiche di Elisa, quelle di sempre: «Buon viaggio carissima amica d’infanzia, abbraccia forte i tuoi angioletti. Ci mancherai Elisa», recitano le parole scritte in stampatello sul bigliettino di un mazzo di fiori colorati. «Una tragedia assurda. Li conoscevo di vista, qualche volta scambiavo due chiacchiere con Elisa quando portava i bambini al parco - dice una vicina mentre si china ad accendere una candela - il dolore più intenso è per i bimbi. Soprattutto per la più grande che adesso è da sola. Lei ed Elisa erano in simbiosi totale».
La notizia ha sconvolto l’intera comunità; come detto, sia Simonetta che Elisa erano molto note in città, così come Nabil Dhahri. Simonetta Fontana era stata prima bidella in alcune scuole e poi dipendente comunale, Elisa invece tra le varie cose si era candidata in una lista civica alle elezioni comunali del 2014. Nabil invece lavorava come commesso al Lidl di via Radici. Ieri, davanti al condominio, teatro dell’orrore, sono arrivate anche persone che le vittime non le vedevano da tempo, ma che le portano ancora nel cuore: «L’ultima volta che ho visto Elisa lei era incinta - racconta un’amica - e aveva il pancione. Non la incontravo da un po’, ma la ricordo come una persona splendida. È una cosa inaccettabile. Poi ci sono andati di mezzo anche i bambini. E la mamma, cosa c’entrava? Davvero assurdo». Una tragedia inspiegabile per gli amici, per i vicini e per tutta una città ancora incredula per quello che è successo in via Manin. Anche il fratello di Elisa, Enrico, poche ore dopo l’episodio era stravolto: «È stata sfortunata - ha detto - ha incontrato le persone sbagliate. Lascia un grande vuoto, insieme ai suoi bambini».
Stefania Piscitello
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
