Grazie a un “vocale” si è arrivati al killer e ai piani per il delitto
REGGIO EMILIA. «Fece due versamenti, 20mila tramite bonifico, 10mila in contanti, uno in agosto l’altro a ottobre». C’è anche un investimento in pellet, per una cifra pari a 30mila euro, attraverso una società ungherese che garantiva interessi superiori al 30 per cento. Un affare che Claudio Nanni aveva stretto con la Green Line, di cui ha parlato Tibor Zoltan Havasi, uno dei soci dell’azienda estera, dicendo che a fronte dei tempi prolungati per riavere la cifra investita, Nanni «iniziò a minacciare la nostra commerciale, Orensia Capirossi», che aveva inoltre frequentato in passato. Per il difensore dell’imputato, Francesco Furnari, Nanni decise di ritirarli per i ritardi nel pagamento degli interessi, negati dall’imprenditore straniero.
Secondo quanto emerso, le pressioni di Nanni per riavere il denaro andavano di pari passo con il legame con Barbieri: 36 contatti complessivi dal 10 agosto, quando il 53enne reggiano era tornato libero dopo essere arrestato a febbraio per una spedizione punitiva ai danni di un disabile a Predappio.
È stato grazie a un messaggio su WhatsApp che si è arrivati al killer. È quanto spiegato dal vice ispettore Massimo Montanari della Squadra Mobile. Il messaggio era stato cancellato, ma poi è stato ritrovato nel telefono dell’ex marito di Ilenia. Si tratta di un vocale datato 10 dicembre che è stato inviato al contatto che in rubrica era stato salvato come “Pier Bar”. Si parlava della quarantena per Covid nella quale si trovava Nanni: «Siamo in prigione tutti, devo fare l’ultimo tampone... una volta che esco dai, dopo si fanno tutte le cose che bisogna fare».
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