L’Ausl si prepara a un’altra ondata Aumentati ancora i posti letto Covid
Marchesi: «Preoccupati, ma la situazione è sotto controllo» Salgono a 316 gli operatori sanitari no vax reggiani sospesi
Leonardo Grilli
reggio emilia. La situazione nei reparti ospedalieri tiene e i numeri drammatici dello scorso anno sono, per adesso, un lontano ricordo.
Ma l’aumento costante dei contagiati fa preoccupare i dirigenti dell’azienda sanitaria reggiana, ormai abituati ad avere a che fare col Covid e a guardare in prospettiva, al punto che nei reparti i posti letto dedicati ai pazienti positivi sono stati incrementati di un decina di unità. Mentre, parallelamente e con numeri record, proseguono le sanzioni agli operatori sanitari “no vax”.
«preoccupazione»
«Iniziamo questa conferenza stampa di aggiornamento – ha esordito ieri mattina la direttrice generale dell’Ausl reggiana, Cristina Marchesi – esprimendo la nostra preoccupazione. I numeri stanno aumentando in tutta l’Emilia-Romagna e anche nella nostra provincia, pur rimanendo la situazione sotto controllo. Preferiremmo di gran lunga dirvi che stiamo uscendo dalla pandemia ma purtroppo non è così anche se, guardando in particolare all’Europa dell’est, da noi la pandemia è ancora più che gestibile».
A parlare sono i dati raccolti, elaborati e analizzati dall’Ausl quotidianamente e in bollettini settimanali. «L’incidenza dei contagiati – prosegue la Marchesi – negli ultimi sette giorni è stata di 64 casi ogni 100mila abitanti, appena poco tempo fa eravamo a 25/30 casi. Siamo ancora ben al di sotto della media regionale, che si attesta oltre i 100 positivi per 100mila, ma i numeri stanno crescendo e questo ha sempre delle conseguenze sui servizi di tracciamento, sulla sanità pubblica, sulle attività ospedaliere e su quelle del territorio. Una storia che purtroppo abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene».
dentro i reparti
E, parlando di reparti e ricoveri, emblematico dell’evoluzione pandemica in provincia è il quadro fornito ieri da Giorgio Mazzi, direttore del presidio ospedaliero provinciale.
«La quantità dei pazienti degenti Covid è cambiata in modo molto evidente – spiega Mazzi – siamo passati dai 18 ricoverati di media nelle ultime due settimane di ottobre ai 20 di novembre fino ai 31 ricoverati di quest’ultima settimana. Questo ci ha portato a incrementare l’offerta e a riconvertire altri posti letto dedicati ai contagiati, dai 44 di prima ora siamo a oltre 50. È aumentata anche la media dei ricoveri in terapia intensiva, che è passata da uno a tre».
Ieri alle 10 erano tre i malati Covid in Rianimazione (tutti non vaccinati), sette nel reparto di Pneumologia, 17 in Malattie infettive e nove in Medicina a Scandiano. «Dopo la flessione di settembre che aveva portato a una riduzione della media dei positivi – prosegue il medico – a ottobre avevamo raggiunto una situazione di quasi normalità e ora, a novembre, ci troviamo con una media di 40 nuovi casi quotidiani. Anzi 47 se guardiamo agli ultimi quattro giorni».
Per quanto riguarda invece il panorama nei pronto soccorsi della provincia, la media di accessi al giorno si è mantenuta costante sui 420. Tuttavia, fra questi, i positivi giornalisti sono aumentati: dai 20 di ottobre ai 23 di novembre. Ma, precisa Mazzi, «è anche evidente che i numeri non sono paragonabili a quelli di un anno fa: il 18 novembre 2020 avevamo 460 posti letto dedicati al Covid e di questi 267 erano occupati, 25 dei quali in terapia intensiva. L’ennesima conferma dell’efficacia dei vaccini».
le sanzioni ai no vax
Conferma che evidentemente non basta alla ricca quota di operatori sanitari della nostra provincia ancora, convintamente, no vax. Al punto da esser disposti a farsi sospendere dal lavoro.
Secondo i dati forniti ieri dall’Ausl sono infatti arrivati a 316 i provvedimenti di sospensione emessi dal dipartimento di sanità pubblica nei confronti di altrettanti professionisti: 124 lavorano per l’azienda sanitaria mentre i restanti 192 sono “esterni”.
Quindi assunti, ad esempio, in case di riposo o strutture private. A oggi solo 39 su oltre trecento hanno deciso, dopo esser stati lasciati a casa, di vaccinarsi e ottenere così il reintegro sul luogo di lavoro.
Nonostante questo, conclude la Marchesi, «stiamo andando bene. Attualmente sono circa 1.500 i reggiani in quarantena o in isolamento. Un anno fa erano 13mila».
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