Botte alla moglie per i soldi della droga
Estorsioni continue alla donna, ma anche aggressioni ai figli. Il camionista arrestato anche per maltrattamenti e lesioni
Tiziano Soresina
reggio emilia. Pugni e calci alla moglie – anche davanti ai due figli, in certe occasioni aggrediti pure loro – per avere a tutti i costi i soldi per acquistare la droga.
Una situazione familiare degenerata mercoledì sera in via Bramante e culminata con l’arresto, da parte della polizia, di un camionista 49enne che è accusato di maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate ed estorsione.
Secondo l’esito delle indagini, la conclamata tossicodipendenza del marito ha reso un inferno la vita familiare e la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso si è materializzata nella tarda serata di mercoledì, quando gli agenti intervenuti si trovano di fronte – in strada – madre e figlia terrorizzate. E mentre le due donne spiegano ai poliziotti cosa sta accadendo, piomba in strada il camionista che si scaglia contro moglie e figlia , minacciandole di morte. E solo con l’arrivo di un’altra volante l’uomo veniva davvero contenuto dagli agenti, anche se non esitava ad urlare: «Tanto sto dentro due giorni e quando esco vi uccido».
Ma cos’era accaduto in quella casa di via Bramante da spingere le due donne a fuggire? Entrambe diranno ai poliziotti che poco prima il familiare le aveva minacciate di morte brandendo un coltello. Una scena che negli ultimi due anni era diventata spaventosamente quotidiana e nemmeno una denuncia presentata nell’aprile scorso dalla moglie aveva messo un freno a quest’uomo divorato dalla tossicodipendenza. La figlia per sfuggire alle aggressioni del padre e per evitare rischi anche maggiori, aveva nascosto in casa i coltelli e un coltello a serramanico. E ritornando a mercoledì sera, le due donne sono state anche medicate per le percosse (schiaffi, calci e pugni) subite dal familiare, risultando guaribili in 15 giorni (la madre) e 2 giorni (la figlia).
Le violente richieste di denaro per gli stupefacenti costringeva più volte la moglie a consegnare soldi al coniuge (40, 50 sino ad un massimo di 100 euro alla volta) per evitare ulteriori aggressioni. Consegne forzate di quattrini che significano per il camionista l’accusa di estorsione. Ieri mattina il 49enne ha affrontato l’udienza di convalida dell’arresto e, difeso dall’avvocato Massimiliano Pergetti, ha detto di essere pentito, ridimensionando i fatti, per poi rimarcare che ama la sua famiglia e lo vuole dimostrare d’ora in avanti.
Per l’indagato la pm Maria Rita Pantani ha chiesto la misura cautelare in carcere, mentre l’avvocato Pergetti ha puntato su misure restrittive più soft rispetto alla detenzione. Dopo alcune ore è arrivata la decisione del gip Silvia Guareschi che ha mantenuto dentro il camionista: gravi gli indizi di colpevolezza, considerando l’uomo pericoloso a tal punto da poter nuovamente rimettere in croce la famiglia.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
