Gazzetta di Reggio

Reggio

BRESCELLO 

Commemorata Rachida Rida uccisa dal marito dieci anni fa

2 MINUTI DI LETTURA





Brescello. Sono passati 10 anni da quel freddo pomeriggio del 19 novembre 2011, quando in una palazzina di Sorbolo Levante la 34enne Rachida Rida venne uccisa dal marito Mohamed El Ayani. Per ricordare quella tragica circostanza, ieri mattina il Comune di Brescello ha organizzato un breve momento in ricordo della vittima all'interno del parco a lei intitolato, in viottolo dei Bacchi. Qui, la sindaca Elena Benassi ha ricordato la figura della donna rivolgendo un pensiero a lei, alle sue due figlie e ai genitori che in questi anni «hanno dovuto affrontare un vuoto incolmabile». In particolare, la sindaca ha sottolineato quanto la cronaca locale, purtroppo, sia in questi giorni caratterizzata da episodi di violenza a carico di donne, e di quanto sia necessario mettere un freno a questo fenomeno attraverso azioni in ambito culturale e sociale. A seguire, dopo un minuto di silenzio, tre toccanti canzoni interpretate da Gioia Isram, studentessa universitaria brescellese cresciuta nella scuola di musica locale.

La vicenda di Rachida destò sin da subito grande sconcerto e commozione. Erano le 13.30 del 19 novembre 2011 quando Mohamed El Ayani, 39 anni, si presentò ai carabinieri di Poviglio con la figlia di 4 anni in braccio, ancora macchiato di sangue. «Ho appena ucciso mia moglie a martellate», confessò ai militari increduli. Nemmeno un’ora prima, in un bilocale di via Manzoni – a Sorbolo a Levante – il facchino marocchino uccise a martellate la moglie, che voleva separarsi e ricominciare una nuova vita con le due figlie di 4 e 10 anni. La ammazzò sotto gli occhi impauriti della figlia più piccola, mentre l’altra era a scuola. Poi, con calma, prese in braccio la bimba e con la sua auto si diresse verso Poviglio.

Le indagini accertarono che l’uomo scatenò la propria ira nei confronti della moglie in quanto lei aveva intrapreso un percorso di conversione al cristianesimo e voleva lasciarlo. La donna era una figura conosciuta e benvoluta nella frazione brescellese, dove aveva iniziato a frequentare il centro sociale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google