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CASTELLARANO, DOPO LA NASCITA DEL comitato  

Per il recupero della Pieve servono altri 530mila euro

Paolo Ruini
Per il recupero della Pieve servono altri 530mila euro

Il cantiere è aperto dal 2019, ieri è stato illustrato il piano degli ultimi interventi La chiesa dedicata a Maria è antecedente all’anno Mille ed è dotata di una cripta

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CASTELLARANO. Un comitato per riportare all’antico splendore la pieve millenaria del centro storico di Castellarano. È stato presentato ieri mattina alla cittadinanza in una riunione che si è svolta all’interno del cantiere della chiesa parrocchiale, aperto già dal 2019.

Forse non tutti sanno che la chiesa di Castellarano, dedicata a Santa Maria Assunta, è stata nominata per la prima volta in un documento del 945 dopo Cristo (probabilmente esisteva già da molto tempo prima) ed era dotata di una cripta. Una caratteristica, quella della cripta, che nelle province di Reggio Emilia e Modena è presente solamente nei duomi.

L’esistenza della cripta emerse agli inizi del Novecento con il restauro che venne effettuato dal parroco don Giuseppe Reverberi; una parte dei reperti ritrovati era visibile in un altare laterale della chiesa.

Dopo il massiccio restauro compiuto nel 1700, e dopo quello avvenuto nel 1900, è arrivato quello degli anni Duemila. Per recuperare interamente l’importante edificio religioso è stata prevista la spesa di oltre un milione e centomila euro.

Una cifra notevole, che è stata divisa su tre stralci, in base alle priorità di intervento. I lavori di recupero sono partiti nel giugno 2019 e, ad oggi, sono stati spesi circa 578.000 euro (grazie a donazioni, contributi privati, utilizzo di fondi della Chiesa e contributi del Comune di Castellarano) che hanno permesso di rifare i piani del campanile, di rafforzare dal punto di vista strutturale tutta la chiesa e di rifare il pavimento e parte delle facciate.

Ieri mattina è stato presentato, all’interno del cantiere della chiesa, il terzo stralcio per il recupero finale della storica pieve.

Davanti a un pubblico molto interessato si sono susseguiti gli interventi del parroco don Giovanni Rossi; del sindaco Giorgio Zanni; di Angelo Dallasta, direttore dell’Ufficio diocesano Beni culturali e nuova edilizia di culto; di monsignor Alberto Nicelli, vicario generale della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla: dell’architetto Daniele Pifferi. Sono intervenuti anche i componenti del nuovo “Comitato antica pieve di Castellarano”, l’ingegnere Dianno Cucchi, Marianna Tosi e Riccardo Toni.

Tutti gli interventi tesi a spiegare quello che è stato fatto e, soprattutto, quello che dovrà essere fatto per recuperare alla comunità una chiesa importante dal punto di vista storico e artistico, ma anche per la sua funzione di punto di riferimento e identitario di una comunità.

Per questa ragione è stato presentato il comitato, che si impegnerà nei prossimi tre anni a raccogliere la cifra di oltre 530.000 euro per terminare l’ultimo stralcio dei lavori.

Il cronoprogramma prevede il rifacimento degli interni e il restauro degli affreschi e degli altari laterali dell’edificio religioso. Una missione molto impegnativa, ma certo non impossibile, per la quale si conta sull’aiuto di tutti, in modo da potere ottenere risultati che possano andare oltre qualsiasi previsione.

Paolo Ruini

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