Tre maxi-gru della Fagioli sollevano il relitto di una nave
L’impresa dell’azienda nel recupero della Berkan B nelle acque di Ravenna Belli: «Usata una tecnica unica nel suo genere. Tutelati sicurezza e ambiente»
SANT’ILARIO. Un’altra impresa messa a segno dalla Fagioli di Sant’Ilario. Si sono concluse con successo ieri mattina le operazioni di rimozione del relitto della motonave Berkan B nel porto di Ravenna. La rimozione era iniziata già diverso tempo fa. Per poter effettuare le complesse operazioni di sollevamento dell’ultimo troncone del relitto del peso di circa 800 tonnellate, la Fagioli ha sviluppato una soluzione tecnica unica e probabilmente mai adottata in Italia, studiando un tiro combinato di tre gru tralicciate della portata complessiva di 1.750 tonnellate posizionate su un mezzo navale.
Le gru hanno preso carico in modo graduale durante la notte, fino al sollevamento finale e al successivo posizionamento, avvenuto durante la mattinata di ieri, su una chiatta oceanica precedentemente allestita. Sono poi state completate le attività di messa in sicurezza, e il pontone inizierà il suo ultimo viaggio verso il cantiere di demolizione, a Piombino (Livorno).
«Il progetto è stato particolarmente impegnativo dal punto di vista prima ingegneristico e poi operativo – fanno sapere dalla Fagioli – anche a causa della differenza riscontrata tra i dati tecnici storici di riferimento della nave e quelli realmente riscontrati. Il recupero è stato realizzato in tutte le sue fasi in piena sicurezza per le maestranze e per l’ambiente, attraverso l’applicazione dei più alti standard ingegneristici disponibili sul mercato e delle migliori soluzioni a tutela dell’ecosistema».
Per l’operazione, la Fagioli ha impegnato oltre 40.000 ore lavoro tra ingegneria e tecnici specializzati.
«Il recupero del relitto della Berkan B – ha affermato Fabio Belli, amministratore delegato della Fagioli – è stato un’altra impresa unica nel suo genere che ha visto i tecnici Fagioli protagonisti grazie alla propria indiscussa capacità tecnico-operativa».
La Berkan B, imbarcazione adibita al trasporto merci, varata attorno al 1984, batteva bandiera panamese, ma la proprietà era di società e armatore turchi. Il suo armatore era insolvente verso tutti, dalle banche all’equipaggio, e quando entrò in rada al porto di Ravenna, l’abbandonò.
Fu rimorchiata all’interno del porto fino ai “piomboni” (i canali interni al porto) e lì rimase, posta sotto sequestro. Nel 2017 l’autorità giudiziaria diede l’ordine di smantellarla. Ma l’operazione non si presentò fin da subito facile. A causa delle sue cattive condizioni si decise di smantellarla in loco, non senza andare incontro a grossi problemi, come quando ci fu una perdita di liquido oleoso che sfiorò il disastro ambientale. Poi l’arrivo della Fagioli, che il 13 settembre scorso, con una delle sue speciali gru, è riuscita a sollevare un primo troncone della nave e ieri ha completato l’intervento con successo.
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