«Aveva chiesto riposo il sabato per stare di più con suo figlio»
reggio emilia. «Juana Cecilia ci aveva chiesto – e noi l’avevamo concesso – di poter lavorare il lunedì e stare a casa il sabato per passare più tempo con suo figlio. Sarebbe tornata oggi. Purtroppo non c’è stato il tempo». Alessandro Piccinini è uno dei responsabili di Privatassistenza, società specializzata nell’assistenza domiciliare a persone parzialmente autosufficienti. La cooperativa La Carezza di Scandiano, licenziata del marchio Privatassistenza per i distretti sanitari di Reggio Emilia, Scandiano e Montecchio, era il datore di lavoro della giovane. La 34enne lavorava in città, assistendo due famiglie – una a Pieve al mattino e un’altra nel suo quartiere al pomeriggio –, da appena un mese.
«Juana Cecilia ha sempre lavorato nel campo dell’assistenza domiciliare agli anziani, in passato per conto di privati. Quando si è presentata da noi abbiamo verificato il suo curriculum, poiché si tratta di un lavoro delicato: aveva buone referenze», ha proseguito Piccinini, che ignorava il vissuto della dipendente.
«Eravamo all’oscuro delle sue vicende personali. Sapevo solo che era separata da un italiano, non ha mai accennato a questa persona che frequentava di recente ed è stato choccante scoprirlo. Sabato scorso sono stato convocato dai carabinieri, ma la mia era una conoscenza superficiale. Posso solo testimoniare che le famiglie che assisteva erano soddisfatte e ne apprezzavano il carattere solare e allegro. Queste famiglie sono rimaste sorprese quanto noi». Piccini ha sentito per l’ultima volta Juana il giorno precedente il delitto, venerdì, «per confermarle che l’indomani sarebbe stato il suo ultimo sabato lavorativo. Doveva presentarsi alle 8.30: l’abbiamo chiamata più volte, così come i suoi congiunti, ma il cellulare ha squillato a vuoto».
Am.P.
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