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SCANDIANO, I SINDACI PD 

«Il pronto soccorso dell’ospedale speriamo riapra 24 ore su 24»

Adriano Arati

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SCANDIANO. «La strumentalizzazione sul futuro dell’ospedale di Scandiano rischia di mettere in campo azioni che potrebbero produrre effetti non positivi sia per il nosocomio che per l’opinione pubblica». La riflessione arriva dai direttivi del Pd del distretto ceramico, territorio in cui il partito governa quattro Comuni su sei. Giovedì si è tenuta una riunione cui hanno preso parte i quattro sindaci democratici Fabrizio Corti (Baiso), Giorgio Zanni (Castellarano) Emanuele Cavallaro (Rubiera) e Matteo Nasciuti (Scandiano) e il parlamentare Andrea Rossi. L’obiettivo era ragionare sulle tante incertezze e novità che gravitano attorno all’ospedale Magati.

Il pronto soccorso, chiuso da marzo 2020 durante la riorganizzazione per l’emergenza, riaprirà con orario parziale, il destino del punto nascite, a propria volta inattivo dal marzo 2020, appare decisamente molto incerto.

Gli altri reparti sono al centro di un riassetto che dovrebbe potenziare la chirurgia “di giornata” e portare al Magati una lungodegenza, una struttura per la terapia del dolore e il cosiddetto ospedale di comunità, a metà fra l’assistenza domiciliare e la Rsa.

Un quadro complesso che ha generato parecchia attività, fra comitati, incontri pubblici e polemiche. Un fermento che il Pd definisce una «strumentalizzazione» che, «più che valorizzare e potenziare il dibattito rischia di mettere in campo azioni che potrebbero produrre effetti non positivi».

Per quanto riguarda il pronto soccorso, si ribadisce la speranza che si torni alle 24 ore e non alle 12 previste per marzo, e si chiede che in servizio rimanga anche l’auto medica, oltre all’auto infermieristica. «L’auspicio della stessa azienda sanitaria è che in futuro si possa riaprire h24; nel frattempo, sarà essenziale mantenere la presenza dell’auto medica con partenza da Scandiano. Un presidio fondamentale per garantire la tempestività di intervento per circa 80mila cittadini, distribuiti su un territorio vasto», affermano i circoli Pd locali.

In generale, si sottolinea, non è possibile pensare agli ospedali “classici” di un tempo: «In questi anni le trasformazioni che sono avvenute nella società, e non solo derivate dalla pandemia, hanno posto in primo piano la necessità di una riorganizzazione della rete sanitaria ospedaliera».

Il movimento continua anche su altri fronti. Il primo dicembre a Casalgrande, Comune governato da una maggioranza civica con il Pd all’opposizione, si terrà una riunione della Commissione salute, aperta al pubblico, a cui prenderanno parte la direttrice dell’Ausl Cristina Marchesi e il direttore del distretto sanitario Marco Ferri.

Adriano Arati

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