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i familiari 

Il silenzio dei parenti e il rosario per la donna

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reggio emilia. Stretti nel loro dolore. Alla fiaccolata di ieri non hanno partecipato i familiari di Juana Cecilia Hazana Loyza, 34 anni, uccisa da un ex compagno trasformatosi da tempo in persecutore.

La madre della giovane di origini peruviane, che lavorava come operatrice socio-sanitaria per la cooperativa La Carezza di Scandiano, ieri non si trovava nell’appartamento dove risiedeva da qualche mese insieme alla figlia e al nipote di due anni, avuto da Juana da una precedente relazione; pare che la madre della 34enne, in queste ore convulse di dolore lancinante, abbia preferito rifugiarsi da conoscenti. Anche l’ex compagno della vittima, un reggiano padre del piccolo di due anni e residente in via Melato fino a qualche mese fa, non ha voluto in alcun modo commentare l’accaduto.

Juana viene descritta da chi la conosceva come una donna solare, educata, responsabile, tutta casa e lavoro: pochi per lei i momenti di svago. La si vedeva spesso girare in bicicletta. Ieri pomeriggio in ricordo di Juana è stato organizzato un rosario nella Chiesa di San Maurizio dagli operatori dell’unità pastorale San Giovanni XXIII. «Cecilia era una ragazza assistita dalla Caritas – scrivono su Facebook – . Settimanalmente le veniva portato un aiuto alimentare, per lei e il suo bimbo di un anno e mezzo, già da diversi mesi. Non ci sono parole da spendere per episodi del genere, ma come comunità cristiana possiamo sicuramente rispondere attraverso la preghiera, perché nel Signore Cecilia possa trovare grazia e consolazione».

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