Bianchini-Giovanardi, i video ora al vaglio della Consulta
Nuovo colpo di scena nella vicenda giudiziaria sulle white list che vede coinvolti la famiglia Bianchini, l’ex vice prefetto modenese, funzionari di Stato ed agenti privati, ma anche l’ex senatore Carlo Giovanardi.
E proprio in riferimento all’ex politico è arrivata la novità, cioè l’approdo alla Corte Costituzionale che ora appare ormai imminente: a interpellare i giuristi sarà la Giunta per le immunità parlamentari del Senato che chiederà una valutazione sull’utilizzabilità dei video registrati dall’imprenditore Alessandro Bianchini durante gli incontri con il senatore Giovanardi. Quei video, va comunque detto, sono già stati mostrati durante le udienze del processo in corso a Modena e in precedenza erano stati proiettati anche nel maxiprocesso Aemilia nel quale però il politico non è mai stato neppure indagato. «La giunta del Senato si è espressa dicendo che gli audio e i video utilizzati a sostegno dell’accusa nel processo che mi riguarda non possono essere utilizzati nel dibattimento se il Tribunale non chiede l’autorizzazione al Senato stesso – evidenzia Giovanardi – e adesso sarà la Corte Costituzionale a decidere in un conflitto di attribuzione, se quel materiale può essere utilizzato senza autorizzazione. E senza quei video e quegli audio viene a cadere il cuore dell’accusa. Per di più il relatore senatore Simone Pillon ha fatto in Giunta la proposta, su cui la maggioranza ha già anticipato il consenso, secondo la quale tutti i miei interventi in questa vicenda ricadono nella libertà di opinione di un parlamentare sancita dall’articolo 68 della Costituzione. Dunque, sotto accusa, più che il sottoscritto, c’è il Parlamento e le sue prerogative. Ricordo anche che è entrato in vigore il decreto legge che obbliga i prefetti ad informare gli imprenditori dei pericoli di infiltrazione mafiosa, perché li possano tempestivamente rimuovere. Solo in caso di inerzia il prefetto può emanare l’interdittiva antimafia. È quello che ho sempre sostenuto, perché il segreto esiste per le indagini penali mentre i procedimenti amministrativi devono essere trasparenti e gli imprenditori di cui mi sono a suo tempo interessato, gratuitamente, risultavano all’epoca essere persone per bene ed incensurate».
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