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I corrieri di Tnt e FedEx scioperano per due giorni

E.L.T.
I corrieri di Tnt e FedEx scioperano per due giorni

Attesa per il contratto aziendale che determina migliori condizioni economiche «Chiediamo perequazione retributiva per il personale viaggiante e i facchini»

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REGGIO EMILIA. Da giorni caricano furgoni e li guidano per affrontare l’ennesimo picco di lavoro, generato in quest’ultimo frangente dalle offerte del “black friday”. Ieri, però, 50 lavoratori della Tnt FedEx di Reggio Emilia hanno deciso di fermarsi per due giorni. Una mobilitazione a cui ha aderito la totalità dei corrieri e magazzinieri indetta unitariamente da Filt Cgil e Uil Trasporti a seguito dello stallo in cui versa la trattativa per il rinnovo del contratto di secondo livello. «Chiediamo che ai lavoratori della filiale di Reggio Emilia venga riconosciuto quanto richiesto nella piattaforma presentata, sia dal punto di vista economico che normativo, ed in linea con quanto già riconosciuto ai loro colleghi sul territorio» spiegano i sindacati in una nota.

In particolare, si chiede la perequazione retributiva per il personale viaggiante - i corrieri - e quello non viaggiante - i facchini - con raggiungimento dei corretti livelli di inquadramento. Viene chiesto anche l’aumento salariale della trasferta, riconoscimento del premio di risultato e applicazione del contratto per quanto riguarda l’orario di lavoro dei facchini oltre all’adeguamento del vestiario.

Tutte problematiche messe per iscritto nella piattaforma di rinnovo dell’integrativo presentata dai sindacati e che ad oggi non ha prodotto alcun risultato per i circa cinquanta lavoratori della filiale reggiana.

La vicenda parte in realtà dopo il cambio d’appalto avvenuto un anno fa circa, che aveva portato a un accordo sindacale a margine del quale le parti si erano impegnate a ritrovarsi per rinnovare il contratto aziendale. «Quell’impegno non ha però avuto seguito - racconta Marco Righi, segretario della Filt Cgil di Reggio - Per i lavoratori è necessario rinegoziare il contratto di secondo livello perché fa parte di un percorso di riconoscimento di diritti e dell’impegno sul lavoro, che consente di ottenere anche una retribuzione adeguata ai carichi sostenuti».

Nel volgere di pochi anni, infatti, il lavoro del facchino così come quello dell’autista di furgoni è passato dall’essere l’ultimo tassello della catena del valore a tassello fondamentale con l’esplosione dell’e-commerce. L’ultimo miglio è ormai l’anello fondamentale per le aziende, che spediscono a casa o direttamente nelle aziende merci di qualsiasi sorta. «Sicuramente l’attività del raider o del corriere oggi è diventata importante, basta vedere le richieste di spedizione e la ricerca di lavoratori - dice Righi - Ci sono periodi come questo del “black friday” o quello natalizio in cui il lavoro può esplodere». A dare una spinta ulteriore al settore è stato poi il Covid: «Il problema nel settore resta quello della compressione dei tempi perché da quelli si determina il margine per l’appaltatore» sottolinea il sindacalista. I lavoratori sono infatti a contratto con società diverse dal grande marchio di spedizioni sulla base di un contratto di appalto. Le condizioni economiche sono migliorate nel Reggiano proprio grazie alla contrattazione di secondo livello, con autisti che arrivano a guadagnare fino a 1.800 euro al mese lavorando da lunedì a venerdì. Fattore quindi irrinunciabile. «Speriamo in un riscontro da parte dell’impresa, diversamente ragioneremo con i lavoratori su cosa fare se non avremo risultati».

E.L.T.

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