«Indagine lampo dei carabinieri Le vittime indirette sono i bimbi»
reggio emilia. «Un femminicidio tristissimo e doloroso, che da cittadina e da donna mi ha colpito molto. Un plauso ai carabinieri per l’indagine rapidissima». Così il prefetto di Reggio, Iolanda Rolli, ha commentato il delitto del parco di via Patti.
«Ho ricevuto le prime informazioni in tempo reale dal colonnello dell’Arma Andrea Milani e ho provato a immaginare cos’abbia provato quella povera ragazza. Poi ho seguito passo passo l’evoluzione del caso, risolto in tempo record». È bastato scavare nelle segnalazioni su quel molestatore, che pareva innocuo, per scoprire la verità. «Penso che questa vicenda imponga a tutti una riflessione, sia sulla valenza della normativa sia su quanto si possa migliorare. Qui ci troviamo di fronte a un caso limite: l’assassino ha alle spalle un trascorso personale incredibile, che per di più ha ripetuto. Questo femminicidio si aggiunge ai numerosi altri accaduti e alle violenze di genere, che (parentesi del Covid a parte) stanno peggiorando: i numeri aumentano sempre di più». All’interrogativo su cosa non abbia funzionato, il prefetto non ha risposte preconfezionate. «Come appartenente al genere femminile sono rimasta impressionata da questa vicenda, sulla quale non posso che farmi tante domande. Mi sono chiesta se la normativa sia stata seguita alla perfezione. Se la giovane mamma fosse stata ammessa al programma di tutela. Se sull’uomo, che aveva iniziato un percorso di recupero, qualcuno avesse avvertito la profondità del disagio o se abbiamo perso l’empatia nei confronti del prossimo. Se le madri di questi uomini violenti possano fare la differenza cambiando la mentalità maschilista. Soprattutto mi sono chiesta: cosa c’è di umano in un comportamento del genere?».
Auspicando un cambiamento di atteggiamento nei rapporti tra i sessi il prefetto rivolge un ultimo pensiero alle vittime “collaterali”, o indirette, dei femminicidi: i bambini. «Ulteriori vittime che saranno segnate per sempre».
Am.P.
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