Nomadi e droga Un teste sarà in aula scortato dagli agenti
Non si presenta senza motivo e il giudice ordina che venga a deporre la prossima udienza accompagnato in tribunale dalle forze dell’ordine
reggio emilia. Movimentata udienza nel processo che vuole fare chiarezza sull’accusa di spaccio di stupefacenti nel campo nomadi di via Da Genova: a Donald e Romolo Leidi vengono contestate alcune cessioni di hascisc, mentre Alex Peverello avrebbe detenuto circa due chili di marijuana. I tre negano e sono difesi dagli avvocati Noris Bucchi e Luigi Scarcella.
Ieri dovevano essere sentiti due persone che, secondo la Procura, avrebbero comprato droga da Romolo Leidi. Si è presentato davanti al giudice Chiara Alberti solamente un testimone che ha detto di aver effettivamente acquistato in 2-3 occasioni della marijuana (un grammo alla volta) da Romolo Leidi.
Pur avendo ricevuto l’avviso a comparire in aula, del secondo testimone invece non c’è traccia e il giudice Alberti dispone l’accompagnamento coattivo di questa persona, cioè sarà portato in udienza dalle forze dell’ordine a fine febbraio (in questa data saranno ascoltati altri testi).
Nella scorsa udienza il maresciallo dei carabinieri Danilo Bianchi ha ricostruito le varie “tappe” dell’inchiesta, partendo dalla querela della giovane moglie che aveva portato agli arresti della famiglia Rossin, poi le intercettazioni telefoniche e i sospetti su altri residenti nel campo nomadi. Erano emersi i nomi di chi comprava la droga, da qui i relativi interrogatori. «Abbiamo chiesto alla Procura – rimarcava il maresciallo – un decreto di perquisizione. Il 13 giugno 2018 a Romolo Leidi fu sequestrato solo denaro, a Donald droga e fu arrestato per detenzione ai fini di spaccio». E proprio parlando delle indagini il sottufficiale evidenziava come venisse usato un ben preciso escamotage da parte delle donne, vale a dire usavano il reggiseno come nascondiglio di bigliettini con appunti riguardanti la droga. Insomma, “pizzini” nel seno.
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