Pena confermata per il rapinatore di via Pansa
Il 36enne nel marzo 2020 aveva assaltato per due volte la stessa farmacia. Il difensore ora ricorre in Cassazione
reggio emilia. Confermata in Appello a Bologna la condanna (4 anni e mezzo di reclusione) al 36enne Daniele Carugo per due rapine messe a segno nel marzo 2020, con nel mirino sempre la farmacia di via Pansa.
Nel processo di secondo grado l’accusa ha chiesto la conferma della pena disposta in primo grado, mentre l’avvocato difensore Liborio Cataliotti ha spiegato come il suo assistito (ora agli arresti domiciliari) stia affrontando un percorso di recupero al Sert per rimettere in piedi la sua vita, da qui la richiesta di un’attenuazione della sentenza di condanna.
Ma la Corte d’appello non ha modificato l’entità della pena ed ora il caso approderà in Cassazione per il ricorso presentato dalla difesa.
Nel marzo dell’anno scorso il rapinatore era stato arrestato dalla polizia dopo il secondo assalto alla farmacia di via Pansa.
E che si fosse macchiato di quelle due rapine non lo dicevano solo le indagini, ma l’aveva ammesso lui stesso, nell’udienza di convalida.
Via skype, il gip Andrea Rat aveva ascoltato le parole del reggiano, più che altro lo sfogo di una persona che aveva perso la testa ed era profondamente pentito.
Perché l’arrestato disse di aver agito due volte con l’obiettivo di dare una mano alla madre barista che si trovava in grosse difficoltà, in quanto non riusciva a pagare né l’affitto del locale (chiuso per il Covid), né la rata del mutuo dell’abitazione. Debiti coincidenti con altrettante intimazioni di sfratto, da qui lo scoramento della madre («Piange sempre da due settimane, non ce la facevo a vederla in quello stato» aveva rimarcato il figlio in udienza).
Come ricostruito dalla polizia, per due sabati consecutivi (sul tardo pomeriggio, cioè quando vi è un buon incasso) il 36enne era entrato nella farmacia di via Pansa fingendosi cliente, per poi sfoderare nel primo assalto una pistola e nel secondo un coltello da cucina, fuggendo con i soldi in cassa. Ma nell’ultima rapina non l’aveva fatta franca. Un uomo in fuga che, però, veniva individuato da un passante che lo segnalava ai poliziotti.
Il rapinatore aveva imboccato la pista ciclopedonale di via Ferravilla. Un secondo testimone segnalava la sua fuga al 113: era in via Modena. Minuti concitati. Volanti ed equipaggi della Digos che erano in zona per i controlli relativi al Coronavirus giungevano velocemente sul posto. E l’arresto avveniva a tempo di record.
T.S.
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