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Rapina con mannaia e coltello Va in cercare due anni dopo

Per il 39enne di Poviglio la sentenza di condanna ora è diventata definitiva Con un complice assalì il Famila e picchiò il direttore. Deve scontare oltre 4 anni

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BRESCELLO. Due anni e mezzo fa, con in pugno un coltello e una mannaia da cucina, fecero irruzione al supermercato Famila di via della Repubblica a Brescello, per rapinarlo. Un assalto violento: in pochi minuti paralizzarono dal terrore i clienti, ancora numerosi tra le corsie, e i dipendenti; presero a cazzotti il direttore del negozio, che aveva tentato di resistere, e riuscirono a fuggire con un bottino di circa 10.000 euro. Ora per uno dei due banditi si sono aperte le porte del carcere: dovrà scontare in cella la pena, divenuta nel frattempo definitiva.

Erano le 19 del 14 giugno del 2019 quando venne messa a segno la rapina. I due malviventi erano stati catturati dai carabinieri dopo un inseguimento durato qualche chilometro, nella frazione di San Sisto di Poviglio, grazie al costante contatto con un cittadino che aveva seguito la fuga dei due. Per quei fatti, il 21 maggio dell’anno scorso i rapinatori, Filiberto Rinaldi, 55 anni, originario di Frosinone, ed Emmanuel Molina Sanchez, 39 anni, origini dominicane, residente a Poviglio, vennero giudicati con il rito abbreviato, giudice Andrea Rat, pubblico ministero d’udienza Jacopo Berardi. Per loro è stata sentenziata una condanna a quattro anni e quattro mesi di reclusione.

Per Molina Sanchez la sentenza di condanna, confermata nel marzo di quest’anno dalla Corte d’Appello di Bologna, è divenuta esecutiva lo scorso mese di ottobre.

L’ufficio esecuzioni penali della Procura reggiana ha emesso l’ordine di carcerazione a carico del 39enne: deve scontare – detratti i due giorni di carcere espiati all’atto dell’arresto – 4 anni, 3 mesi e 28 giorni di carcere. Il provvedimento restrittivo è stato quindi trasmesso ai carabinieri di Poviglio, nel cui territorio il destinatario risiede, che vi hanno dato esecuzione traendo in arresto il 39enne. L’uomo, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale di Reggio Emilia per l’espiazione della pena.

Qui dovrà restare per i prossimi quattro anni e oltre. In passato lo stesso 39enne era già stato ristretto in carcere per altri reati.

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