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gli interrogatori di garanzia 

Dipendenti infedeli Rcf Due capi non parlano Servidio ammette il furto

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reggio emilia. Sono iniziati gli interrogatori di garanzia con le figure – secondo l’accusa – di maggior spicco dell’operazione “Affari musicali” dei carabinieri che, coordinati dal pm Iacopo Bebardi, hanno scoperchiato un’organizzazione di dipendenti infedeli e addetti ai lavori che per oltre due anni (dal luglio 2019 al marzo 2021) hanno sottratto componenti o pezzi finiti alla casa madre (il leader dell’audio Rcf) per rivendere online i prodotti professionali alla metà del loro valore (per lo più casse acustiche offerte a 500 euro anziché mille). Si tratta di tre indagati di associazione a delinquere. Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i due ritenuti i capi dell’organizzazione, cioè il 46enne Antonio Belsino (difeso dal legale Giuseppe Migale Ranieri) e il 56enne Vincenzo Petrone.

Ha, invece, risposto alle domande del gip Luca Ramponi il terzo nei guai per il reato associativo, vale a dire il 44enne Gino Servidio (dipendente di Coopservice, è tutelato dall’avvocato Davide Martinelli). Ha ammesso il furto che gli viene contestato, ma rimarcando di aver fatto tutto da solo, respingendo l’accusa di associazione a delinquere: «Non conosco gli altri accusati, io lavoravo in un altro capannone». Servidio ha il divieto di dimora nella provincia di Reggio Emilia: il suo difensore ha chiesto la revoca della misura cautelare, facendo riferimento al fatto che il suo assistito ha una bimba piccola e per accudirla usufruisce del congedo parentale. Il giudice deciderà a breve. L’associazione a delinquere finalizzata all’appropriazione indebita, furto, ricettazione, autoriciclaggio e favoreggiamento personale riguarda sei persone su un totale di 15 indagati.

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