«Via Emilia, tocca ai Comuni ottenere interventi rapidi»
Incontro pubblico dedicato ai problemi della statale lunedì sera a Calerno Al centro il nodo sicurezza e le varianti: «Situazione ferma da vent’anni»
SANT’ILARIO. Nella palestra dell’oratorio di Calerno lunedì sera si è svolto l’incontro promosso da Alternativa Civica e da “Mattone su Mattone”.
Al centro del dibattito: la via Emilia e i problemi di sicurezza. Tanti gli interventi, come quello della capogruppo in consiglio comunale a Sant’Ilario Eva Coison e di Duilio Cangiari, esponente di Europa Verde. Hanno relazionato Alberto Sassi e Maria Cristina Guarnieri, rispettivamente presidente e vicepresidente di “Mattone su Mattone”, e Alberto Iotti, capogruppo di Alternativa Civica.
Sotto la lente c’è la via Emilia, la strada più trafficata del territorio, che come hanno sottolineato i relatori vede il passaggio di quasi sette milioni di automezzi all’anno. «Ora Comuni e Provincia, per nascondere le proprie responsabilità, chiamano in campo Anas come soggetto attuatore – hanno detto –. Anas ha già dichiarato che tutto è fermo a vent’anni fa, il che significa che puntare su Anas vorrebbe dire aspettare altri vent’anni».
E allora, hanno evidenziato, quello che serve è «la progettazione definitiva dei due tratti Sant’Ilario – Calerno e Calerno – Corte Tegge, per realizzarli anche a stralci con le risorse pubbliche ordinarie dello Stato e della Regione». «Un’occasione importante sarebbe la realizzazione della pista di cantiere al servizio del prolungamento della tangenziale Nord di Reggio, da realizzare sul tracciato delle future varianti» hanno detto ancora. Alberto Iotti si è soffermato in particolare sulla variante di Calerno dicendo: «Il Comune di Sant’Ilario e la Provincia hanno già assunto precisi impegni sulla variante di Calerno, sempre posticipati nel tempo. Già nel 2016 il Comune e la Provincia hanno approvato un protocollo d’intesa per concludere la progettazione preliminare dell’opera e definire i fondi per la progettazione definitiva: non bastano cinque anni per vedere i risultati? Perché la Provincia e il Comune non utilizzano i 200. 000 euro che residuano dal progetto della rotonda sull’incrocio di via Razza, promessi per il territorio di Sant’Ilario? Nel proprio piano triennale delle infrastrutture, la Provincia si è proposta di reperire finanziamenti per 6, 4 milioni di euro destinati alla variante di Calerno: possiamo sapere come sta procedendo?». «Occorre che il Comune e la Provincia onorino gli impegni presi pubblicamente nei confronti dei cittadini, che vivono quotidianamente i problemi di sicurezza, di inquinamento e di condizionamento della vita dei centri urbani» ha concluso.
I relatori della serata, in conclusione, hanno sostenuto che adesso tocca ai centri sulla via Emilia ottenere un intervento rapido e concreto per la realizzazione delle varianti che attendono da tanti anni.
Daniela Aliu
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