Gazzetta di Reggio

Reggio

corte dei conti 

Avvocato dell’Inps fa il copia e incolla Condannato

2 MINUTI DI LETTURA





reggio emilia. Avrebbe sbagliato a scrivere un ricorso limitandosi a un copia e incolla nel processo di secondo grado, facendo perdere all’Inps - l’amministrazione che lo aveva incaricato - un ricorso su una condanna di risarcimento in favore di alcune dipendenti che erano in causa con l’amministrazione. Un inciampo professionale per il quale un avvocato di Reggio Emilia, all’epoca incaricato dall’ente di previdenza, è stato condannato a pagare all’Inps 170mila euro per danno erariale.

Così ha stabilito una sentenza, con pochi precedenti nel campo, emessa recentemente dalla sezione giurisdizionale regionale della Corte dei Conti e firmata dal presidente Marcovalerio Pozzato su richiesta del pm della Procura contabile Domenico De Nicolo.

Il legale avrebbe omesso di specificare i motivi dell’impugnazione, requisito fondamentale per provare a ribaltare la sentenza di condanna di primo grado, costringendo la Corte di Appello di Bologna a dichiarare inammissibile il ricorso e a stigmatizzare quell’omissione.

Nel 2010 quattro dipendenti dell’Inps, transitate nell’ente dal Miur in seguito a procedure di mobilità, avevano fatto causa all’ente di previdenza per mantenere l’anzianità di servizio maturata al Ministero e ottenere le somme indebitamente trattenute nel riassorbimento. Il Tribunale di Reggio Emilia aveva dato ragione alle dipendenti e in seguito intimato all’Inps di pagare un totale di 244mila euro, tra somme dovute, rivalutazione e interessi. Contro quella sentenza l’ente ha proposto ricorso in Appello, ma secondo la direzione provinciale l’atto è stato dichiarato inammissibile perché non conteneva i dovuti e specifici motivi. A quel punto l’Inps ha rinunciato a ricorrere in Cassazione ritenendo insuperabile quella censura ma al contempo ha citato in giudizio il proprio avvocato chiedendo il risarcimento del danno causato dalla perdita di chance. Il legale, assistito dall’avvocato Claudio Fontana, si è difeso in giudizio sostenendo che «non vi è nesso di causalità tra la condotta del legale e il danno denunciato dall’Inps» e altre tesi, ma la Corte lo ha condannato a pagare all’Inps il 70% della somma totale erogata alle dipendenti, cioè 170mila euro. Il legale potrà fare ricorso contro la sentenza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google