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SAN POLO, LE RICARICHE AL BANCOMAT 

Questa volta i truffatori finiscono in carcere dopo l’ennesimo colpo

Questa volta i truffatori finiscono in carcere dopo l’ennesimo colpo

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San Polo. Di solito i truffatori – spesso consapevoli di finire nei guai in quanto sistematicamente rintracciati grazie alle tracce lasciate dai loro dispositivi tecnologici – vengono denunciati. Questa volta sono finiti in carcere.

I protagonisti della vicenda, secondo quanto accertato dai carabinieri, erano soliti rispondere a vendite online e, fingendosi interessati all’acquisto, svuotavano i conti correnti dei malcapitati inserzionisti proponendo loro pagamenti immediati attraverso postazioni Atm (Automated teller machine, il classico sportello automatico dei bancomat). Al riguardo, i carabinieri di San Polo, grazie a una complessa attività investigativa, hanno arrestato due fratelli dopo avere raccolto la denuncia dell’ennesima vittima che, attraverso raggiri, è stata indotta a effettuare due ricariche, per un importo complessivo di circa 270 euro, quale pagamento per quattro pneumatici da neve in vendita sul sito www.subito.it, Si tratta un 26enne e un 20enne bresciano residenti a Rezzato (Brescia), finiti in manetta con l’accusa di concorso nel reato continuato di utilizzo indebito di carte di credito. Al riguardo i carabinieri sampolesi, investigando sulla complessa articolazione di carte PostePay interconnesse tra di loro, hanno verificato che non solo il provento della truffa denunciata dalla vittima reggiana era stata riscossa agli Atm degli uffici postali della provincia di Brescia, ma anche quella di altre centinaia di truffe perpetrate con il medesimo modus operandi. Grazie anche al supporto dell’Ufficio antiriciclaggio di Poste Italiane, i carabinieri di San Polo hanno individuato gli Atm degli uffici postali maggiormente utilizzati per le operazioni di riscossione dei proventi illeciti e hanno attuato, in trasferta, un mirato servizio in borghese nel corso del quale l’altra mattina hanno sorpreso in flagranza di reato i due fratelli bresciani che, presso un Atm postale di un Comune della provincia di Brescia, servendosi di ben sei carte PostePay hanno effettuato prelievi per un importo totale di 2.240 euro, provento di un’altra truffa ai danni dell’ennesima ignara vittima che aveva ricaricato inconsapevolmente le carte elettroniche in uso ai truffatori, ritenendo invece di incassare i soldi di quanto aveva venduto online.

Nel corso dell’attività, i carabinieri di San Polo hanno posto sotto sequestro, oltre alle carte PostePay rinvenute nella disponibilità dei due fratelli, anche i telefoni cellulari per i successivi accertamenti. Ora le indagini proseguono per verificare sia se vi siano altri responsabili, sia per ricostruire il giro truffaldino dell’attività seriale di queste truffe che, in particolare negli ultimi anni, anche a seguito del mutamento delle abitudini di vita della popolazione a causa della pandemia, sono cresciuti in maniera esponenziale. I due fratelli, dopo gli accertamenti di rito, sono stati tradotti alla casa circondariale bresciana, a disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

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