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Covid, terza dose in fase di rodaggio «Sui vaccini ai bimbi siamo in attesa»

Roberto Fontanili
Covid, terza dose in fase di rodaggio «Sui vaccini ai bimbi siamo in attesa»

Il punto sulla campagna di richiamo. «Ci vorrà tempo prima che l’Ausl sia in grado di rispettare la scadenza dei 5 mesi» 

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA. Ci vorrà tempo prima che l’Ausl reggiana sia in grado di rispettare la scadenza dei cinque - sei mesi per la terza dose di vaccino. «Solo la prossima settimana – ha sottolineato il direttore generale Cristina Marchesi – dovremmo vaccinare 115mila persone. Un risultato non raggiungibile, anche perché nel pieno della campagna di vaccinazione la nostra capacità era di fare 40mila vaccinazioni la settimana». Nel frattempo, l’Hub vaccinale alle Fiere di Mancasale è stato smantellato e non sarà riaperto, e sostituito dai due punti all’ex ospedale Spallanzani e ai Poliambulatori del Santa Maria Nuova. La scelta dell’azienda sanitaria nei prossimi giorni sarà quello di aumentare la propria capacità di vaccinare aprendo nuovi punti (come a Fabbrico) e in altre strutture di proprietà dell’Ausl e utilizzare pieno regime l’hub alle Fiere di Scandiano che potrebbe ampliare gli orari restando aperto fino alle 22».

L’altra cosa certa è che d’ora in avanti il vaccino utilizzato sarà quasi esclusivamente Moderna. «In quanto – è stato sottolineato – le restante dosi disponibili di Pfizer saranno utilizzate per la vaccinazione dei bambini». Non appena dall’Aifa arriverà il via libera atteso per i primi di dicembre.

I dati emersi dall’aggiornamento settimanale delle autorità sanitarie reggiane sulla quarta fase della pandemia, sono quelli di «forte preoccupazione» per i contagi, che sono in crescita nel Reggiano. Anche se i dati sono ancora lontani da quelli nazionali e sono più bassi della media regionale.

«Nei giorni scorsi abbiamo superato quota 100 contagi al giorno, un dato che non registravano dall’ estate. A Reggio siamo su una media di 92 su centomila, rispetto al dato regionale che è di 162 casi su 100.000». Il direttore generale Cristina Marchesi non nasconde il timore di un nuovo incremento di casi in provincia, partendo proprio dall’ aumento di focolai, che si è registrato nell’ultima settimana nelle scuole e nelle attività sportive. Un dato che si riflette anche sui ricoveri ospedalieri e nell’aumento dell’attività delle Usca.

«La tendenza di un lieve incremento dei casi gravi di Covid» è stato confermato dal direttore sanitario dei presidi ospedalieri reggiani Giorgio Mazzi, che ha sottolineato come «rispetto alla scorsa settimana i ricoveri di pazienti positivi siano passati da 2 a 3 al giorno e i posti letto destinati ai pazienti Covid siano passati da 55 a 66, con una occupazione del 60%». Inoltre, ha aggiunto, «l’età media delle persone vaccinate colpite da Covid è di 73 anni, mentre quella dei non vaccinati scende a 62 anni. Attualmente i pazienti ricoverati colpiti da Covid sono 43, di cui 5 in terapia intensiva. In quest’ultimo caso si tratta di persone non vaccinate. Nel caso di persone vaccinate si tratta di pazienti più anziani e con altre patologie».

In aumento anche i focolai nelle scuole che in una settimana ha visto coinvolte 30 classi rispetto alle 15 della scorsa settimana, per un totale di circa 600 studenti.

Ma il tema centrale dell’incontro di ieri è stato fare il punto sulla campagna di richiamo, che vede i reggiani preoccupati di non poter fare la terza dose nei tempi previsti. «Solo giovedì il Cup ha ricevuto 20mila chiamate», ha sottolineato Cristina Marchesi. Da qui l’appello ad attendere l’arrivo di un sms che fissa la data per il richiamo. «Abbiamo già aperto le agende di dicembre e gennaio – ha detto il direttore sanitario Nicoletta Natalini – e arriverà un sms che fisserà gli appuntamenti anche a fine dicembre e in gennaio. Stiamo lavorando per garantire il richiamo tenendo conto dell’età e della scadenza dalla seconda vaccinazione. Fino a ieri nella nostra provincia sono state 53mila le terze dosi già effettuare e oltre 25mila quelle già prenotate». Lo stesso invito a non intasare i centralini Ausl vale anche per la vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni. Ad oggi per poter partire mancano ancora l’approvazione dell’Aifa e le indicazioni operative che, secondo i vertici Ausl, «arriveranno solo entro la prossima settimana».

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