Gazzetta di Reggio

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Fondazione sport, un direttore a termine

Massimo Sesena

È una delle novità dello Statuto approvato dal Consiglio comunale che verranno illustrate martedì alle società sportive

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Massimo Sesena

REGGIO EMILIA. Anno nuovo, Fondazione nuova. Bastasse un vecchio adagio potremmo cavarcela così. Peccato che nel caso della riforma della Fondazione per lo Sport, la modi fica dello statuto approvata nei giorni scorsi dal Consiglio comunale altro non sia che una fondamentale tappa di un percorso iniziato più di due anni fa, quando ancora il Covid non aveva sconvolto anche questo aspetto del vivere quotidiano di una comunità.

«Ci abbiamo messo due anni – sottolinea l’assessora allo sport Raffaella Curioni – ma in questo lasso di tempo abbiamo comunque creato le condizioni affinché si possa finalmente arrivare a ridefinire il ruolo, la struttura e l’organizzazione di uno strumento, com’è la Fondazione che, nato 14 anni fa, si è rivelato utile ma che al tempo stesso in questi anni ha mostrato come fosse necessario adeguarlo ai tempi e alle necessità cambiate».

Invero, sul piano politico, questa riforma della Fondazione non è che una parte del Piano strategico dello Sport, nato all’inizio del secondo mandato della giunta di Luca Vecchi. E il Piano strategico si muove lungo tre direttrici dall’indirizzo politico: «In primo luogo – spiega ancora Curioni – questi due anni ci sono serviti anche per mettere a punto una mappatura precisa del patrimonio comunale in termini di impiantistica sportiva: oggi abbiamo finalmente una mappa di tutti 120 gli impianti sportivi sul territorio. Senza contare che il periodo di chiusura dovuto al lockdown ci ha permesso di mettere a norma, adeguare e riqualificare numerosi impianti esistenti». E non a caso, la riqualificazione degli impianti esistenti è uno dei punti cardine del piano strategico dello sport. «Sono in tutto quattro le direttrici verso cui il piano si muoverà – ricorda l’assessora – oltre alla riqualificazione degli impianti esistenti, oltre alla progettazione e alla costruzione di nuovi impianti, vogliamo insistere sulla funzione sociale dello sport stabilendo e realizzando concretamente uno sport che sia un diritto universale, anche attraverso la diffusione di corretti stili di vita e attraverso una ancora più stretta sinergia tra il mondo dello sport e quello della scuola. Aspetti, questi ultimi due che sono parte integrante del nuovo Statuto della Fondazione». In cosa si distingue il nuovo statuto da quello vigente? «L’obiettivo principale – spiega Curioni – è quello di venire incontro alle esigenze e alle richieste che in questi anni abbiamo ricevuto dalle società sportive. E una delle esigenze più pressanti era quella di dotare la Fondazione di una maggiore autonomia».

PARADOSSO APPARENTE

Sembra un paradosso, per chi ricorda le baruffe – tra Fondazione e giunta comunale – ma in realtà la logica c’è tutta: «Dotando la Fondazione di una reale autonomia – spiega Curioni – non ci sarà più un “noi” e un “loro”». Certo, l’autonomia della nuova fondazione sarà soprattutto operativa. E anche nell’architettura societaria non mancano le novità: se infatti il presidente resta sempre di nomina fiduciaria del sindaco, è anche vero che il nuovo statuto stabilisce una presenza nel consiglio di gestione di due rappresentanti su cinque, scelti tra società sportiva e enti di promozione sportiva. «Con queste realtà – chiarisce l’assessora – il dialogo non si è mai interrotto e contiamo di proseguire su questa strada se è vero che già martedì prossimo è in programma una assemblea con i rappresentanti di tutte le società sportive per fare il punto e proseguire il percorso insieme».

DIRETTORE A TEMPO

L’altro punto qualificante di questa riforma riguarda la figura del nuovo direttore generale della Fondazione. Il prossimo dg della Fondazione verrà scelto attraverso una selezione pubblica (titoli e colloquio, una modalità che in Sala del Tricolore ha risvegliato la vis polemica delle opposizioni, peraltro abbastanza latitanti su tutti gli altri passaggi) e godrà di un incarico a termine: di tre anni eventualmente prorogabili di altri due. Tutto questo, nei desiderata della giunta, dovrebbe avvenire entro la prossima primavera quando lo statuto della Fondazione sarà definitivamente operativo nelle sue nuove declinazioni. Più autonomia, un direttore generale con compiti meramente esecutivi dell’indirizzo politico che arriva dal Consiglio di gestione.

Tuttavia, affinché l’autonomia non resti un concetto vuoto, servono stanziamenti e uomini. In altre parole, il Comune conta di dotare la nuova Fondazione per lo Sport di una dotazione di poco inferiore ai 2 milioni l’anno. Con quei soldi la Fondazione dovrà provvedere alla riqualificazione degli impianti esistenti.

«Dagli impianti attualmente esistenti – spiega Curioni – resteranno sotto la gestione comunale soltanto i nuovi impianti , come i campi di via Agosti, l’area polivalente del Pigal e la futura pista di atletica leggera, oltre ovviamente al palasport di via Guasco il cui cantiere è ancora aperto. A questi grandi impianti, si aggiungono infine tutte le palestre scolastiche del Comune». In questo modo, alla Fondazione resterebbe l’impiantistica “più semplice” anche dal punto di vista gestionale. Quella sterminata casistica di contenziosi che in questi anni ha tenuto in ballo Comune e Fondazione su chi avrebbe dovuto sistemare l’erba di quel campo o rifare il tetto di quella palestra. Questo rimpallo non dovrebbe più verificarsi, con la Fondazione che sotto i 150mila euro potrà decidere lavori attraverso l’affidamento diretto. E per finire, alla Fondazione non cambierà soltato il lavoro del direttore. Ma serviranno nuove competenze che possano dar forma all’autonomia oggi scritta solo su carta. Per capirci se adesso i dipendenti della Fondazione sono meno di una decina e hanno quasi tutti competenze amministrative, da domani serviranno anche competenze tecniche proprio per la gestione diretta di questa specie di lavori pubblici dello sport.

Invero, se ci sono voluti due anni per arrivare fin qui è importante che non ce ne vogliano altrettanti perché tutto questo si concretizzi. «All’inizio di questa primavera – si augura Curioni – vogliamo completare questo percorso, arrivando alla selezione pubblica per il direttore generale».

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