«Il Comune lento a riscuotere e paga i debiti in ritardo»
La nota dei magistrati contabili sui rendiconti 2018 e 2019 evidenzia diverse criticità tra cui la mancanza di liquidità «Lontani dalla sana gestione»
REGGIO EMILIA. La Corte dei Conti, dopo aver analizzato i rendiconti del Comune di Poviglio, relativi al 2018 e al 2019, nella seduta del 6 ottobre ha rilevato «il perdurare di una situazione di precario equilibrio finanziario, correlata ad una condizione di illiquidità e di sofferenza di cassa» che non sono state superate nonostante i correttivi apportati.
La Corte richiama quanto aveva già espresso l’anno scorso in relazione al rendiconto del 2017, quando venne acceso un faro sui conti e si invocò la necessità «di una effettiva e completa trasparenza». Operazione che poi l’attuale amministrazione ha condotto e ha portato all’emersione di un disavanzo.
I problemi che erano emersi e che continuano a presentarsi sono quattro. Il primo è l’elevata incidenza dei residui attivi nel risultato d’amministrazione: cioè il pareggio viene raggiunto grazie a una mole di crediti vantati verso terzi (residui attivi, appunto, che però si fatica a riscuotere). Un altro aspetto evidente sono le tensioni di cassa, che sono evidenziate dal ricorso «preoccupante», continuo e in crescita alle anticipazioni di tesoreria (che sono prestiti a breve termine, che comportano, tra l’altro, il pagamento di onerosi interessi). Altri punti dolenti sono la scarsa capacità di riscossione dei crediti arretrati e la difficoltà ad onorare i propri debiti.
La Corte dei Conti dà atto al Comune che gli sforzi che sta compiendo, «vanno nella giusta direzione», e valuta positivamente «l’aumento di aliquote e tariffe, la più incisiva attività di recupero coattivo e la riorganizzazione più efficiente della struttura organizzativa dell’ente».
Nonostante questo, il recupero dell’evasione tributaria, anche a causa della sfavorevole congiunta economica, resta modesta e le tensioni di cassa perdurano.
L’ente locale, come noto, ha spalmato il disavanzo in 15 anni e ha dilazionato i debiti nei confronti dell’Unione Bassa Reggiana.
In conclusione, i magistrati, scrivono: «La Sezione prende atto degli sforzi prodotti dal Comune per attuare le misure necessarie ad allontanare il rischio di disequilibrio sostanziale, e soprattutto la ben più grave situazione di criticità finanziaria (...) ma rileva altresì che i risultati raggiunti sono ancora lontani dal raggiungimento dell’auspicato obiettivo della sana gestione e della stabilità economica». La Corte, dunque, «raccomanda all’ente di proseguire concretamente e vigorosamente, attraverso l’impiego di tutte le proprie risorse umane, finanziarie e materiali per migliorare la capacità di riscossione e, di conseguenza, allontanando o limitando se possibile, come diretta conseguenza, il ricorso a fonti esterne a cui attingere liquidità (leggasi anticipazioni di tesoreria, ndr)».
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