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Reggiani protagonisti della “Strenna del Pio Istituto Artigianelli”

Reggiani protagonisti della “Strenna del Pio Istituto Artigianelli”

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REGGIO EMILIA. È uscita da tradizione la “Strenna del Pio Istituto Artigianelli”. La prima sezione della Strenna è introdotta dai testi del presidente Marco Ferrari sulla attività svolta dall’Istituto, del vescovo Camisasca sulla figura di San Giuseppe e di Alberto e Giovanni Manfredini sulla nuova Sala Conferenze “Artigianelli” nell’ex-Seminario. Ampio spazio è riservato alla figura carismatica e all’opera indefessa di don Gaetano Incerti, per due lustri direttore dell’Istituto e per decenni cappellano delle “Reggiane”, spentosi il 19 novembre 2020 a 101 anni. Quindi Giuseppe Adriano Rossi fa memoria di monsignor Eleuterio Agostino, scomparso il 19 luglio 2021 e per un breve periodo direttore dell’Istituto. La copertina della Strenna 2021 riproduce una bellissima carta intestata dello Stabilimento Tipolitografico Artigianelli, dai cui “torchi” uscirono per decenni pregevolissime pubblicazioni e carte commerciali; la commentano Enrico Manicardi e Dante Battaglia. Cospicua la sezione “Vita, storia, tradizioni reggiane” che illustra vicende, personaggi e aspetti della storia locale intesa nella sua più ampia accezione. Due i contributi concernenti la torre campanaria di San Prospero a firma di Stefano Maccarini, “La torre campanaria di San Prospero (sec. XVI)”; di Mauro Severi e Giancarlo Grassi, “Il progetto di restauro”. Seguono i testi di Nicola Tirelli Prampolini, “Le nozze Pompilj - Zuccoli (1930)”;Remo Secchi, “La Befana e il ballo dei Gobbi”; Loretta Romani, Abbandoni "Case come fantasmi di vite"; Sauro Rodolfi, “Salutami la mia indimenticabile Reggio: lettere inedite di Guglielmo Zuelli a Naborre Campanini”; Giuseppe Adriano Rossi, “Don Romano Zanni esemplare Fratello della Carità”; Giacomo Borgatti, Lisabetta Serra “Storie di Viano”; Giorgio Ferrari, “Strada Statale 63”. La Strenna 2021 ospita altresì contributi di Giampiero Sbrighi, “D'inverno”; Eugenio Menozzi, “Divagazioni semiserie sulla cucina reggiana”; Roberto De Pietri, “Un capolavoro contadino”; Luigi Bottazzi, “Il club 2000: una nuova cultura d’impresa, gli anni ‘70 a Reggio Emilia”; Carlo Pellacani, “Crocevia di storie e di culture”; Savino Rabotti, “Educare giocando”. E non mancano testi dialettali.

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