Scaffale della legalità in biblioteca coi libri con cui è possibile riconoscere la mafia
Inaugurato alla “Antonio Panizzi” con la sindaca Benassi Soresina: «Importante strumento per giovani e cittadini»
Brescello. Un nuovo passo nel lungo percorso sui temi della lotta all’infiltrazione ’ndranghetista nel territorio, alla vigilia della settimana dedicata a “Noi contro le mafie”, che vedrà appuntamenti significativi anche in paese.
È quanto rappresenta l’inaugurazione avvenuta ieri a Brescello – all’interno della biblioteca comunale “Antonio Panizzi” – dello “Scaffale antimafia e della legalità”, progetto ideato dal Comune assieme alla Commissione mista per la legalità.
La formazione dello scaffale è frutto di una collaborazione generosamente prestata dal professor Nando Dalla Chiesa che, assieme ai collaboratori dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata (Cross) dell’Università di Milano, ne ha suggerito la composizione e l’articolazione bibliografica.
La giornata – alla quale hanno preso parte studenti della scuola secondaria inferiore “Panizzi”, oltre ai componenti della Commissione per la legalità, rappresentanti istituzionali di Comune e Regione e il giornalista della Gazzetta di Reggio Tiziano Soresina, autore del volume “I mille giorni di Aemilia” – si è aperta con le parole della sindaca Elena Benassi, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa. «Questo scaffale – ha spiegato – è importante perché ci aiuta ad avere maggiore consapevolezza, in quanto oggi è più che mai necessario avere una cultura forte sulla presenza della criminalità organizzata e anche per capire, ed estirpare, ciò che c’è di sbagliato intorno a noi».
Il vicesindaco Stefano Storchi, con delega alla legalità, oltre ad aver sottolineato che oltre ai 120 libri attualmente presenti ne arriveranno presto altrettanti, ha voluto ribadire il percorso dell’amministrazione comunale: «Non mi interessano le polemiche sulla continuità o la discontinuità di questa amministrazione – ha detto – che, credo, vada giudicata per quello che fa. Stiamo lavorando insieme alle scuole e al territorio in un’ottica di rete e di condivisione e la prossima, imminente tappa sarà l’inaugurazione dei beni confiscati».
Nell’occasione, la Regione era rappresentata dalla consigliera reggiana Roberta Mori. «La Regione – ha aggiunto – appoggia questa iniziativa che ritiene significativa in quanto la ’ndrangheta è un fenomeno complesso che va affrontato in una logica di sistema, anche perché incide fortemente, in negativo, sul sistema delle regole della democrazia».
La Commissione per la legalità era rappresentata invece da Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, e da Valdis Righi della Cgil, che hanno ribadito quanto la ’ndrangheta sia difficile da sradicare una volta insediata nel tessuto sociale. Le conclusioni sono poi state affidate a Tiziano Soresina, esperto del tema, approfondito nel suo libro edito da Aliberti (alla quarta ristampa) nel quale, tra l’altro, Brescello viene citata ben 45 volte.
«È una grande soddisfazione – ha concluso – vedere la presenza di tanti giovani. Agli ’ndranghetisti ha dato molto fastidio notare che tanti studenti, circa 3mila, hanno nel tempo assistito alle udienze, perché non apprezzano che si parli di quello che hanno fatto. A Brescello, così come altrove, non bisogna aver paura di fare nomi e ammettere che i Grande Aracri sono coinvolti in diverse inchieste. Questo progetto è un ottimo viatico per coinvolgere i giovani e tutti i cittadini e per renderli più consapevoli».
A.V.
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