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False fatture, al via processo per nove imputati

J.D.P.
False fatture, al via processo per nove imputati

Prima udienza dibattimentale nata da un’inchiesta della Guardia di Finanza: i legali annunciano la ricusazione del giudice

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REGGIO EMILIA. Si è aperto ieri in tribunale a Reggio Emilia l’ennesimo dibattimento di un processo avente ad oggetto le fatture false. In questo caso si tratta di un’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal pm Iacopo Berardi, per episodi commessi dal 2013 al 2020.

A maggio otto imputati erano stati condannati con rito abbreviato e altri sei avevano patteggiato nell’ambito della stessa indagine. Altri nove invece hanno scelto il rito ordinario e ieri si è aperto il dibattimento.

Gli avvocati Federica Malvezzi, che difende due imputati cutresi di 67 e 41 anni, e Mauro Rossi, che assiste un albanese di 46 anni, hanno chiesto al giudice Chiara Alberti di astenersi e hanno annunciato richiesta di ricusazione.

Il giudice si è riservata la decisione e ha rinviato la prossima udienza del dibattimento all’8 febbraio. I legali procederanno con la richiesta di ricusazione alla Corte d’Appello di Bologna.

I difensori ritengono incompatibile il giudice perché ha fatto parte del collegio del Riesame che si è espresso per due volte sul sequestro preventivo dei beni degli imputati.

A seguito dell’indagine sulle false fatture, il tribunale di Reggio aveva disposto il sequestro preventivo di vari beni. I legali avevano fatto ricorso al Riesame, che aveva rigettato la loro richiesta, e allora si erano rivolti alla Cassazione per contestare il fatto che nel collegio era presente un giudice non togato.

La suprema corte aveva dato ragione agli avvocati e disposto una nuova udienza del Riesame, che poi aveva bocciato ancora la richiesta dei legali. Infine, la Cassazione ha accolto il ricorso e annullato il sequestro preventivo dei beni. Come detto, in entrambi i collegi del Riesame sedeva il giudice Alberti.

I processi per false fatture a Reggio Emilia si stanno moltiplicando. Nel maxi processo Aemilia è emerso chiaramente come il clan ’ndranghetista in Emilia ha fornito servizi illegali di cui c’era richiesta da parte del territorio.

Le inchieste Billions 2018 e Billions 2020 sono sfociate in due processi, tutt’ora in corso, con oltre 200 imputati. In alcuni di questi procedimenti compaiono persone legate alla criminalità organizzata calabrese (anche se non si tratta di processi di mafia). Le false fatturazioni sono lo strumento che ha messo in contatto pezzi d’imprenditoria locale con esponenti di caratura criminale.

J.D.P.

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