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Gkn, l’azienda riparte coi licenziamenti

Claudia Guarino

La proprietà dello stabilimento di Campi Bisenzio invia una lettera ai dipendenti: «Siamo costretti a iniziare la procedura»

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Claudia Guarino

firenze. Quarantaquattro righe. Mittente: Gkn Driveline Firenze. Destinatari: «Care colleghe, cari colleghi». Non i sindacati. È così, con una lettera datata 26 novembre e inviata ai dipendenti, che l’azienda annuncia: «Siamo costretti a iniziare la procedura legale (di licenziamento collettivo, ndr) alla fine di questo mese». Perciò ieri il collettivo di fabbrica è sceso nuovamente in piazza a Firenze, arrivando fin sotto la sede della Regione, in piazza Duomo. Chi era dentro ha chiuso le porte con una certa apprensione: pare che a un certo punto sia arrivata anche la Digos. Poi il corteo ha proseguito verso Palazzo Vecchio. Durante la manifestazione la parola d’ordine è la stessa di mesi di lotta. E campeggia sul grande striscione rosso: “Insorgiamo”. «Arrivata raccomandata – ha scritto il collettivo di fabbrica –. Gkn si prepara a riaprire la procedura di licenziamento. Ancora una volta presi in giro».

Del resto i sindacati erano stati già scettici quando l’azienda annunciò di aver trovato, tramite il consulente, alcune offerte per lo stabilimento di Campi Bisenzio. «È una mossa mediatica», disse all’epoca la Fiom. «Sollecitiamo un intervento delle istituzioni», dice adesso il sindacato con Stefano Angelini, che affiancato dalla Uil. «Perché devono riaprire un tavolo di confronto», sottolinea Davide Materazzi, segretario di Uilm Firenze.

Come spiega Flavia Capilli, segretaria fiorentina di Fim Cisl, «la lettera con cui Gkn annuncia l’avvio della procedura di licenziamento è stata inviata solo ai dipendenti – spiega –, non ai sindacati. Ma il nostro timore è che al massimo domani possa aprirsi formalmente la procedura di licenziamento (per la quale serve una comunicazione ufficiale ai sindacati, ndr)». Ma ci si aspettava un’azione del genere da parte dell’azienda? «Non è una sorpresa – dice Capilli –. Ma ci aspettavamo una convocazione al ministero». Che ancora non sembra sia stata fissata. Nella lettera inviata ai dipendenti, d’altra parte, Gkn sostiene che «l’advisor (il consulente, ndr) ha approntato un piano di reindustrializzazione, rinvenendo manifestazioni di interesse da parte di investitori interessati a rilevare il sito. Questo processo necessita di tempi rapidi e di un contesto di adeguata serenità sindacale e sociale». Per creare «un clima propositivo», dunque, Gkn dice di aver «accolto la proposta di ritardare l’avvio della procedura di licenziamento collettivo fino alla fine di novembre. Abbiamo chiarito che non avremmo potuto andare oltre in termini di dilazione dell’apertura della procedura. Continueremo la discussione con il sindacato e le istituzioni per trovare un’intesa che possa portare avanti il processo di reindustrializzazione della fabbrica, anche se siamo costretti a iniziare la procedura legale alla fine di questo mese». I sindacati, da parte loro, chiedono incontri istituzionali e di poter conoscere la natura delle manifestazioni di interesse a rilevare il sito: cioè chi le ha presentate e con quale progetto. Perché se Gkn afferma di voler «portare avanti l’industrializzazione», il collettivo si sente «preso in giro».

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