Scuola, volano i contagi tra i 6 e 12 anni Atteso oggi il vertice tra presidi e Ausl
Bernardi, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale: «L’intenzione è muoversi in sintonia con la Sanità pubblica»
Reggio emilia. A partire dal primo caso positivo riscontrato in una classe, il dirigente scolastico avrà la facoltà di mettere immediatamente tutto il gruppo classe in quarantena. Così diceva la circolare dell’ultima ora redatta dal capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Jacopo Greco e dal direttore generale del Ministero della Salute, Giovanni Rezza. Ma poi ieri sera c’è stato un dietro front del governo: «Non ci sarà alcun ritorno in didattica a distanza in caso di presenza di un solo alunno contagiato». Continuano dunque a valere le precedenti regole sulla quarantena in classe, che scattava (e dunque continua a scattare) dopo il terzo caso positivo nella classe. Parallelamente scatta l'impegno della struttura commissariale a effettuare tempestivamente test nelle classi dove venga riscontrato un positivo (tra studenti e personale scolastico). Al riguardo sarà pubblicata una circolare esplicativa da parte del ministero della Salute.
Per la giornata di oggi era già stata organizzata una riunione tra dirigenti scolastici, Ufficio scolastico provinciale e dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Reggio per discutere delle nuove procedure e anche dell’effetto che il “Super green pass” avrà sul mondo della scuola. L’incontro è stato confermato, ma l’ordine del giorno stravolto. «La circolare emanata lunedì aveva portato le lancette indietro rispetto ai cambiamenti di qualche settimana prima – spiega Paolo Bernardi, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale – che ci avevano colti di sorpresa e ci avevano anche preoccupati. Il fatto di mettere in quarantena una classe dopo il terzo caso positivo è un’apertura forse eccessiva rispetto alla dinamica dei contagi in aumento». La penultima circolare rappresentava un giro di vite, e diceva che a partire dal primo caso di un positivo, tra gli studenti o tra il personale scolastico, l’intero gruppo classe potesse essere messo in quarantena dal dirigente scolastico, e dunque passare alla didattica a distanza. Ora però si attende un nuovo documento che riporterà tutto alla fase precedente. Compresa l’autonomia decisionale concessa alle singole scuole, che dovranno decidere come comportarsi. «Le circolari sono misure di carattere nazionale che devono tenere conto di situazioni anche molto diverse tra loro – spiega Bernardi – ma a Reggio c’è sempre stata molta collaborazione tra i dirigenti scolastici e l’Ausl, e questo dialogo continuerà. L’incontro di oggi ha proprio l’obiettivo di pensare a linee guida comuni in modo che le azioni dei presidi siano sempre concordate con il dipartimento di Sanità pubblica».
Ma quante sono le classi attualmente in quarantena? «Gli ultimi dati dell’Ausl - spiega Bernardi – risalenti al 25 novembre, parlano di 28 classi messe in isolamento sulla base del terzo positivo registrato all’interno del gruppo. Questo numero, con le nuove procedure, non potrà che aumentare, e credo riguarderà, in linea con quello che sta già accadendo, prevalentemente la fascia dei 6-12 anni, quella cioè che non ha avuto accesso al vaccino».
I genitori e gli studenti, in ogni caso, tremano all’idea di tornare alla didattica a distanza.
«Se confrontiamo 28 classi al numero complessivo delle classi dei nostri istituti - rassicura il dirigente – risulta evidente che non si può paragonare la situazione attuale con quella di un anno fa. Ma se si vuole limitare il contagio, in caso di positivi sarebbe meglio sospendere la frequenza scolastica. Non voglio sottovalutare il problema, ma anche in caso di quarantena la didattica a distanza non sarebbe la forma di didattica prevalente nell’anno scolastico, si parla di una misura temporanea».
Resta il nodo del “Super green pass”, che riguarda docenti e personale Ata non ancora vaccinati. «Dati ufficiali non ce ne sono – conclude Bernardi – Il motivo è che il green pass è stato studiato proprio per tutelare le scelte delle persone e impedire al datore di lavoro, o comunque al controllore, di sapere se il certificato è stato ottenuto con la vaccinazione o con un tampone. A un mese dall’inizio della scuola, però, avevo fatto un sondaggio anonimo chiedendo quante persone fossero state sospese perché prive del green pass e quante lo avessero ottenuto ripetendo il tampone: le sospensioni erano di poche unità, mentre circa 30 dipendenti, tra docenti e personale Ata, hanno risposto di non essere vaccinati e di sottoporsi ciclicamente al tampone, altri 40 di aver adottato altre modalità per evitare di dover esibire il certificato, dunque o aspettativa o malattia. Parliamo dunque di 80-90 persone in tutta la provincia, su un totale di circa 10mila. Numeri bassi che ci fanno ben sperare, anche se anche solo un paio di assenze nell’organico possono rappresentare un problema per un dirigente scolastico. Anche di questo parleremo nell’incontro di oggi. La misura entrerà in vigore dal 15 dicembre».
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