Covid e scuola, quando scatta la Dad
A seconda dell’età con uno, due o tre casi in classe. Bernardi (Ufficio scolastico): «Qui i presidi possono contare sull’Ausl»
REGGIO EMILIA. Confermata la stretta collaborazione tra l’Ausl di Reggio e il mondo della scuola, che si trova ad affrontare gli effetti dell’aumento di contagi nei giovani e giovanissimi.
È quanto emerso dall’incontro di ieri a cui hanno partecipato Paolo Bernardi (dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale), Emanuela Bedeschi (direttore del dipartimento di Sanità pubblica) e i dirigenti scolastici del territorio. L’appuntamento era stato fissato per discutere delle novità introdotte dalla circolare firmata dal capo dipartimento del Ministero dell’Istruzione, Jacopo Greco, e dal direttore generale del Ministero della Salute, Giovanni Rezza, ma che il presidente del consiglio Mario Draghi – in sole 24 ore – ha poi rigettato. Contrariamente a quanto stabilito dalla circolare, dunque, la quarantena nelle classi non scatterà al primo caso positivo riscontrato.
«Siamo tornati sostanzialmente alle procedure che erano già in auge da qualche settimana – spiega Paolo Bernardi – e dunque la sospensione dell’attività didattica in presenza scatterà con un caso positivo alle scuole dell’infanzia, con due casi positivi nelle classi che accolgono bambini e ragazzi tra i 6 e i 12 anni, e con tre casi positivi nelle classi che accolgono studenti dai 12 anni in su».
Le ultime disposizioni lasciano molta autonomia alle scuole: se un dirigente scolastico dovesse essere informato della presenza di uno, due o tre casi positivi in una classe (a seconda dell’età degli scolari), potrà decidere per la sospensione dell’attività didattica senza passare dall’Ausl di riferimento.
«Ma questo a Reggio – sottolinea Bernardi – non è mai accaduto e mai accadrà. Il Dipartimento di Sanità pubblica ha sempre dato un grandissimo supporto ai dirigenti scolastici, rendendosi sempre disponibile a incontri e chiarimenti. Lo dimostra l’incontro di ieri, che avrebbe potuto saltare visto che le procedure alla fine sono rimaste le stesse di una settimana fa, ma che abbiamo mantenuto perché i presidi avevano domande e dubbi. E, come sempre, la dottoressa Bedeschi (ma lo stesso si può dire del suo staff) ha risposto presente e ci ha dato supporto». A causa dell’aumento dei contagi, i tamponi di controllo non potranno essere effettuati nel “giorno 0”, cioè nel giorno in cui viene registrato il primo positivo, ma saranno spostati al terzo-quarto giorno: «Come sempre – precisa Bernardi – sarà l’Ausl a informare le famiglie e i singoli di eventuali misure di isolamento da intraprendere». Dopo due anni alle prese con procedure antiCovid, didattica a distanza, sostituzioni dell’ultimo minuto, i presidi sono inevitabilmente stanchi, «ma con il supporto dell’Ausl supereremo anche questa fase».
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